Il Garante dei detenuti scrive alla Guardia Costiera: "Migranti a bordo privati della libertà"

Mauro Palma, ha inviato una lettera al comandante generale Giovanni Pettorino, per chiedere "urgenti informazioni" sulle condizioni delle persone trattenute da cinque giorni

Nave Gregoretti della Guardia Costiera

Nave Gregoretti della Guardia Costiera

globalist 30 luglio 2019
Sequestro di persona? Nel caso della Diciotti M5s e Lega si auto-assolsero per la vergogna dopo che il tribunale dei ministri aveva chiesto di procedere contro Salvini.
Adesso il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha inviato una lettera al comandante generale della Guardia Costiera, Giovanni Pettorino, per chiedere "urgenti informazioni" sulle condizioni dei migranti trattenuti da cinque giorni a bordo della Nave 'Bruno Gregoretti', a seguito del soccorso in mare operato dalle autorità italiane nella zona Sar maltese, e sulle circostanze del negato sbarco.
"Configurando la situazione dei migranti a bordo come una privazione de facto della libertà personale", il Garante, in particolare, ha espresso l'esigenza che gli vengano fornite "delucidazioni in relazione alla risposta o meno alla richiesta di un 'posto sicuro' (Pos)". Inoltre ha chiesto notizia circa la consistenza numerica delle persone migranti a bordo e la presenza di particolari vulnerabilità; la sistemazione in ambienti coperti o esterni; le condizioni materiali della nave (inclusa la fruibilità dei servizi igienici e la disponibilità di acqua corrente) e infine notizie circa le misure messe in atto per rispettare gli obblighi inderogabili di cui all'articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani - che vieta trattamenti inumani o degradanti- con particolare riferimento all'accesso a cibo e acqua e alla tutela della salute.
Nella lettera, il Garante nazionale ha inoltre ricordato che - in qualità di Meccanismo nazionale di prevenzione ai sensi del Protocollo Onu alla Convenzione contro la tortura o altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Opcat), ratificato dall'Italia con legge 195/2012 - è suo compito e obbligo intervenire a garanzia dei diritti fondamentali delle persone che si trovano a essere sottoposte a una misura di privazione di fatto della libertà, senza un ordine formale di un'autorità, ricorribile davanti a un giudice.