Gli attivisti No Tap contro Conte: da avvocato degli italiani a patrocinio infedele

Il Movimento contrario alla realizzazione del gasdotto: "al premier non gli crede nessuno. Doveva venire a spiegare tutte le penali alla popolazione e invece ha fatto un post su Facebook"

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

globalist 1 novembre 2018

Si riaccende lo scontro tra il Movimento No Tap e il governo. Dopo le manifestazioni dello scorso fine settimana in Puglia contro la marcia indietro di Luigi Di Maio e del M5s sulla realizzazione del gasdotto arrivano dure critiche anche al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

"Non gli crede nessuno. Tanto è vero - ha sottolineato Gianluca Maggiore, portavoce del Movimento No Tap - che doveva venire a spiegare tutte le penali alla popolazione e ha preferito fare un post su Facebook. Quindi nessuno crede che si prenda le responsabilità perché il suo essere avvocato degli italiani si è trasformato in un patrocinio infedele".
Conte infatti, in un'intervista al Corriere della Sera, ha ribadito di assumersi "tutta la responsabilità della decisione" relativa all'opera che porterà gas azero in Puglia. "Mi sono impegnato - ha detto il premier - a sollecitare e a coordinare progetti che offrano la possibilità di rilanciare, dal punto di vista sociale ed economico, le comunità locali".
"La stella polare della nostra azione - ha detto Conte - sarà la sicurezza e la trasparenza: apriremo al massimo livello le forme di controllo dei cittadini sul funzionamento del gasdotto". A quanto ammonteranno le compensazioni per le popolazioni coinvolte dal progetto del Tap e a chi saranno concesse? "Non mi piace - ha risposto il premier - parlare di compensazioni. Mi sono impegnato a sollecitare e a coordinare progetti che offrano la possibilità di rilanciare, dal punto di vista sociale ed economico, le comunità locali". Secca la replica degli attivisti No Tap: "non gli crede nessuno".