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Il governo dei pistola: quel patto d'onore tra Salvini e la lobby delle armi

Ne scrive Repubblica: un accordo sottoscritto dal leghista durante la campagna elettorale con i produttori delle armi. Con l'alibi della legittima difesa dilaga il modello Trump

Matteo Salvini in una delle fabbriche italiane che produce armi
Matteo Salvini in una delle fabbriche italiane che produce armi

globalist

16 Luglio 2018 - 13.23


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Scrive oggi Repubblica di un patto d’onore tra Salvini e la lobby delle armi. In particolare il quotidiano annota: “L’11 febbraio scorso, in piena campagna elettorale, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato un documento, articolato in otto punti, col quale si è impegnato pubblicamente a “coinvolgere e consultare il Comitato Direttiva 477 e le altre associazioni di comparto ogni qual volta siano in discussione provvedimenti che possano influire sul diritto di praticare l’attività sportiva con armi e/o venatoria, o su quello più generale a detenere e utilizzare legittimamente a qualsiasi titolo armi, richiedendone la convocazione presso gli organi legislativi o amministrativi in ogni caso si renda opportuno udirne direttamente il parere”.Un fatto gravissimo. Ma che d’altraparte il leghista guardi a Trump come modello di riferimento è fin troppo chiaro. E dunque anche la legittima difesa diventa un grimaldello per ridurre la Repubblica Italiana in uno qualunque dello Stato dell’Unione dove la gente ammazza a spron battuto.
“Avete sentito anche voi? In campagna elettorale Salvini si è impegnato sul ‘suo onore’ a coinvolgere la lobby delle armi per la legge sulla legittima difesa. Un impegno solenne che già domani avrà un seguito in commissione quando verranno ascoltati i produttori”. Così il vicepresidente della Camera Ettore Rosato in un post sul suo profilo Facebook.”Quindi mentre tutto il mondo cerca un argine alla diffusione della armi – in America è attiva la più grande campagna mai vista dopo le stragi nelle scuole – il ministro dell’Interno forza la mano per sostenere la sua lobby. Lo fa in nome della parola data – sottolinea Rosato – ma non sarebbe stato meglio dimostrare tanta onorabilità mantenendo l’impegno su qualcosa di più importante per gli italiani come diminuire il prezzo della benzina? Doveva essere fatto nel primo Consiglio dei ministri. Stiamo ancora aspettando. Sul suo onore”, conclude.

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Gli fa eco il deputato Pd Walter Verini: “Quanto rivelato da Repubblica sui rapporti tra la Lobby delle Armi e Matteo Salvini è molto grave. E’ anche alla luce di questo che si comprende il perché la Lega voglia farci credere che esista in Italia un allarme legittima difesa. Non esiste invece alcuna emergenza su questo tema e i pochissimi casi accaduti si contano sulle dita di una mano. Il vicepremier e ministro dell’Interno vuole dunque seminare nel Paese odio e paura non solo per un cinico opportunismo elettorale ma anche a tutela di interessi economici particolari. Solo pochi mesi fa, Di Maio, Fico e Di Battista annunciavano di voler ‘togliere le armi dalle case degli italiani’. Che ne pensano adesso che invece di partecipare al governo del cambiamento, si ritrovano non solo al governo dei pistoleri ma anche dei ‘pistola’?”.

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