Il Maggio Musicale Fiorentino apre con The Death of Klinghoffer
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Il Maggio Musicale Fiorentino apre con The Death of Klinghoffer

Per l’apertura dell’88º Festival, il Teatro del Maggio porta in scena per la prima volta a Firenze il lavoro di John Adams sul caso Achille Lauro: tra memoria storica, tensioni politiche e polemiche annunciate.

Il Maggio Musicale Fiorentino apre con The Death of Klinghoffer
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19 Aprile 2026 - 18.12 Culture


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“The Death of Klinghoffer” è lo spettacolo che, domenica 19 aprile, inaugurerà l’88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino, confermando la tradizione della rassegna di proporre opere contemporanee. Si tratta di un titolo mai messo in scena a Firenze che, a quarant’anni dalla sua creazione, continua a colpire per la forza dei suoi risvolti umani, storici e politici.

È la prima volta che l’opera viene messa in scena al Teatro del Maggio. Sul podio della sala grande, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, c’è il maestro Lawrence Renes, profondo conoscitore delle composizioni di Adams. La regia e le scene sono di Luca Guadagnino, tra i più affermati registi cinematografici a livello mondiale. Il maestro del coro del Maggio è Lorenzo Fratini; la coreografia è curata da Ella Rothschild. I costumi sono di Marta Solari, le luci di Peter van Praet, mentre Mark Grey è il sound designer.

L’opera, come il titolo evoca, racconta uno dei più rilevanti fatti storico-internazionali degli ultimi decenni: il sequestro dell’Achille Lauro, la nave da crociera italiana dirottata nel primo pomeriggio del 7 ottobre 1985 da un commando di quattro terroristi del Fronte di Liberazione della Palestina. Nel corso delle concitate e frenetiche ore che seguirono il sequestro, che portò, come è noto, all’uccisione di Leon Klinghoffer cittadino americano di religione ebraica, costretto su una sedia a rotelle e in crociera per festeggiare il suo anniversario di matrimonio gli equilibri internazionali vissero momenti molto delicati. Questo portò le relazioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti a una situazione complessa, culminata nella cosiddetta “Crisi di Sigonella”.

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“The Death of Klinghoffer” si struttura in due atti e si basa sul libretto scritto dalla poetessa Alice Goodman. In Italia è andata in scena per la prima e unica volta nel 2002, a Ferrara e Modena.

Il cast è formato da Daniel Okulitch nel ruolo di The Captain; Laurent Naouri interpreta Leon Klinghoffer; Susan Bullock veste i panni di sua moglie, Marilyn Klinghoffer; Marina Comparato interpreta sia Swiss Grandmother sia Austrian Woman; Joshua Bloom è Rambo, il leader dei terroristi. Completano la compagnia Andreas Mattersberger come First Officer; Roy Cornelius Smith nel ruolo di Molqi; Levent Bakirci è Mamoud; Janetka Hoșco interpreta la British Dancing Girl e Marvic Monreal il ruolo di Yazmir.

Afferma il sovrintendente Carlo Fuortes che “un teatro d’opera non deve limitarsi a intrattenere”, sottolineando la necessità di affrontare “i grandi temi del nostro tempo” attraverso il linguaggio artistico. Sulla stessa linea il direttore d’orchestra Lawrence Renes, che definisce la partitura “un Everest musicale” e ribadisce come “parola e musica siano indissolubilmente legate”, evidenziando soprattutto la centralità della “dimensione umana” dell’opera. A completare il quadro, Luca Guadagnino insiste sulla complessità del racconto: “Non esiste un bianco e un nero”, afferma il regista, indicando come il vero cuore del lavoro risieda nella capacità di generare “un atto profondo di immedesimazione” e di spingere lo spettatore verso “uno sguardo più umano sull’altro”.

Il sovrintendente Carlo Fuortes accoglierà gli ospiti istituzionali: il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; la sindaca di Firenze, Sara Funaro; l’assessore regionale alla Cultura, Cristina Manetti; l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Gianni Bettarini; Cosimo Guccione, presidente del Consiglio comunale di Firenze; e Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole. Attesi inoltre Margherita Cassano, già presidente della Corte di Cassazione; Silvana Sciarra, presidente emerita della Corte costituzionale; l’europarlamentare Dario Nardella; e i parlamentari Simona Bonafè, Maria Elena Boschi, Paolo Marcheschi e Federico Gianassi.

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L’elenco comprende poi Daniela Ballard (console generale USA), Guillaume Rousson (console generale di Francia), Huang Xinhua e Guan Zhongqi (consolato generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze), Luigi De Simone (comandante provinciale dei Carabinieri di Firenze), Cinzia Gagliardi (comandante dei Carabinieri forestali in Toscana), Pierluigi Solazzo (generale dell’Arma dei Carabinieri, comandante della Legione “Toscana”), Gianluca Filippi (generale della Guardia di Finanza, comandante regionale della Toscana).

Saranno presenti i membri del Consiglio di indirizzo della Fondazione del Maggio Cesara Buonamici, Gennaro Galdo, Antonella Giachetti, Sandro Rogari, Valdo Spini e i rappresentanti dei fondatori e degli sponsor Bernabò Bocca, Marco Carrai, Leonardo Ferragamo, Gabriele Gori, Daniela Mori, Roberto Naldi, Alessandra Petrucci, Maria Oliva Scaramuzzi.

Tra gli altri ospiti: Pier Luigi Pizzi (regista e premio Abbiati), la moglie del compositore John Adams, Berlinde De Bruyckere (artista autrice della scultura della messinscena), Alice Goodman (autrice del libretto dell’opera), James Williams (consulente storico), Damon Albarn (polistrumentista e cantante), Jonathan William Anderson (stilista), Nairy Baghramian (artista visiva), Noemi Brando (attrice), Lapo Baroncelli (presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa), Stefano Collicelli Cagol (direttore del Museo Pecci di Prato), Mario Curia (presidente dell’Accademia del Maggio), la famiglia Frescobaldi, Roger Granville, Sergio Risaliti (direttore del Museo Novecento), Giorgio van Straten (presidente della Fondazione Alinari), Eike Schmidt (direttore del Museo di Capodimonte), Luigi De Siervo (amministratore delegato della Serie A), Antonella Mansi (presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana), Sandra Carraro, Innocenzo Cipolletta (presidente AIE), Marco Angius (direttore d’orchestra, premio Abbiati), Giorgio Battistelli (musicista e compositore), Nicola Piovani (musicista e compositore), Silvia Colasanti (compositrice e direttrice artistica del Festival della Valle d’Itria, premio Abbiati), Oscar Pizzo (musicista).

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Numerosi i sovrintendenti: Nazzareno Carusi (Petruzzelli), Michele Galli (Carlo Felice), Mathieu Jouvin (Regio di Torino), Luciano Messi (Regio di Parma), Fortunato Ortombina (Teatro alla Scala), Alessio Vlad (direttore artistico del Regio di Parma), Anna Maria Meo (Scuola di Musica di Fiesole), Rosa Maria De Giorgi (Conservatorio Cherubini di Firenze), Barbara Minghetti (direttrice della programmazione del Teatro Sociale di Como/Aslico, premio Abbiati). Tra i giornalisti: Antonella Boralevi, Serena Bortone, Silvia Calandrelli, Giovanni Floris, Jas Gawronski, Fabiana Giacomotti, Alessandra Sardoni, Giorgio Zanchini.

All’apertura del Festival del Maggio Musicale Fiorentino è previsto anche un presidio di protesta da parte dell’associazione Firenze per la Palestina. Secondo il gruppo, l’opera rischia di rappresentare la resistenza palestinese come un atto terroristico, offrendo quindi una lettura artistica priva di adeguato contesto storico. In un documento, l’associazione afferma che la lotta del popolo palestinese non sarebbe rivolta contro gli ebrei, ma contro l’occupazione israeliana, e contesta alcune rappresentazioni del conflitto presenti nell’opera. La protesta è annunciata per le ore 16, un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

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