Scorta? No grazie! La "sicurezza" non deve limitare la libertà delle donne
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Scorta? No grazie! La "sicurezza" non deve limitare la libertà delle donne

A Conegliano hanno pensato di arruolare dei volontari per accompagnare le donne ai parcheggi all'uscita dal teatro. Donne, non caschiamo in questa trappola! 

Teatro di Conegliano
Teatro di Conegliano
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Claudia Sarritzu Modifica articolo

10 Ottobre 2017 - 12.51


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L’idea di una scorta all’uscita dal teatro che accompagni le donne ai parcheggi è di Claudio Toppan, assessore all’Ambiente, all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici di Conegliano, in provincia di Treviso. Non si tratterà di veri e propri bodyguard, ma di volontari scelti tra le varie associazioni.

Il motivo? Secondo l’assessore le coneglianesi spesso decidono di non partecipare agli eventi del teatro Accademia perché hanno paura di passeggiare sole la sera e di rimanere vittime di scippi o molestie. “Conegliano non è in mano ai balordi, non è pericolosa. Tuttavia, c’è un malessere generale. E non solo nella nostra città. Basta leggere un quotidiano o sentire un tg per rendersene conto. È sempre meglio prevenire”. Ha continuato l’assessore: “Non sono accaduti dei fatti particolari. Il mio non vuole essere allarmismo. È una cortesia verso le fasce più deboli. Ho, infatti, ricevuto delle segnalazioni: ‘Io parteciperei volentieri agli eventi, però sono sola. All’uscita dal teatro ho un po’ di timore’, mi hanno detto. E quindi mi è sembrato giusto rivolgermi alle associazioni – in particolare alla Protezione Civile, agli alpini e ai carabinieri in congedo – che hanno il compito di raggruppare queste donne e accompagnarle ai parcheggi”. “I park sono sì in prossimità del centro, dove avvengono la maggior parte degli eventi, però non sempre sono liberi. Quindi chi arriva dopo deve adeguarsi e parcheggiare oltre il sottopasso della ferrovia”Nessuno mette in dubbio la buona fede dell’assessore e della giunta intera. Nessuno nega che a qualche donna la cosa potrà apparire rassicurante. 

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Ma a mio avviso è una grande trappola. Da secoli tentiamo di rivendicare la nostra libertà anche di movimento, di spostarci da sole, a qualsiasi ora come fossimo uomini senza rischiare aggressioni e ora la politica invece che tentare di garantirci città più sicure anche al calar del sole ci propone una scorta. A me sa tanto di paesi arabi fontamentalisti, dove le donne devono sempre essere accompagnate. Per “prevenire” dicono, per tutelare le fasce più “deboli”, e magari un giorno per controllarci. Chi lo sa? Così se non l’accettiamo e ci capita qualcosa di male “ce la siamo cercata”. Attenzione che in nome della sicurezza non ci costruiscano una gabbia intorno con il nostro consenso. Questa idea di Conigliano può solo sdoganare altre proposte che limitano anche se in buona fede la nostra libertà. 

Donne, non caschiamo in questa trappola! 

 
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