L'appello del Papa: le religioni condannino chi uccide in nome di Dio
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L'appello del Papa: le religioni condannino chi uccide in nome di Dio

Francesco ha parlato davanti a esponenti di diverse fedi venuti ad un incontro

Papa Francesco
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3 Novembre 2016 - 12.40


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Non si uccide in nome di Dio. Il Papa lo ha detto molte volte e lo ha ripetuto: siano condannati in modo chiaro questi atteggiamenti iniqui, che profanano il nome di Dio e inquinano la ricerca religiosa dell’uomo. Siano invece favoriti, ovunque, l’incontro pacifico tra i credenti e una reale libertà religiosa».
Lo ha chiesto il Papa in una udienza interreligiosa, dopo aver citato «violenze, conflitti, rapimenti, attacchi terroristici», giustificati con la fede in Dio. «Siano le religioni grembi di vita» per l’umanità.
«Questa via – ha auspicato papa Francesco davanti ai circa 200 esponenti di diverse religioni – sia la nostra via maestra; siano rigettate le strade senza meta della contrapposizione e della chiusura. Non accada più – ha aggiunto – che le religioni, a causa del comportamento di alcuni loro seguaci, trasmettano un messaggio stonato, dissonante da quello della misericordia. Purtroppo, – ha commentato – non passa giorno che non si senta parlare di violenze, conflitti, rapimenti, attacchi terroristici, vittime e distruzioni».
«Ed è terribile – ha aggiunto – che per giustificare tali barbarie sia a volte invocato il nome di una religione o di Dio stesso. Siano condannati in modo chiaro questi atteggiamenti iniqui, che profanano il nome di Dio e inquinano la ricerca religiosa dell’uomo. Siano invece favoriti, ovunque, l’incontro pacifico tra i credenti e una reale libertà religiosa».
In questo la responsabilità delle religioni «di fronte a Dio, all’umanità e all’avvenire è grande e richiede ogni sforzo, senza alcun infingimento. È una chiamata che ci coinvolge, un cammino da percorrere insieme per il bene di tutti, con speranza. Siano le religioni – ha concluso – grembi di vita, che portino la tenerezza misericordiosa di Dio all’umanità ferita e bisognosa; siano porte di speranza, che aiutino a varcare i muri eretti dall’orgoglio e dalla paura».

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