La differenza tra la solidarietà e la civiltà: lo Stato
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La differenza tra la solidarietà e la civiltà: lo Stato

L’impegno dei singoli è importante, ma lo Stato è indispensabile. Lo è in termini di tempestivo intervento e lo sarà quando ci sarà da ripensare al futuro.

Ripensare al futuro
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26 Agosto 2016 - 11.50


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La tragedia del terremoto nel Lazio e nelle Marche ci lascia sgomenti. Dietro ogni storia una tragedia, una famiglia distrutta e un territorio che dovrà ritrovare la propria identità. Singolarmente, gli attivisti di Rete MMT si stanno adoperando per rispondere agli appelli di solidarietà con donazioni o piccoli aiuti concreti. Come associazione di divulgazione economica, ci impegniamo affinché sia presente lo Stato.

L’impegno dei singoli è importante, ma lo Stato è indispensabile. Lo è in termini di tempestivo intervento (dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, dei medici, ecc.) e lo sarà quando ci sarà da sostenere un territorio che vorrà rialzarsi e ripensare al futuro. La lungimiranza di cui può essere capace lo Stato è indispensabile se si parla in termini di prevenzione. Non ci sono territori che riprendono il cammino verso il futuro dopo tragedie come queste senza l’intervento dello Stato. L’austerità tiene le popolazioni ancorate alla tragedia e per questo va spazzata via. Ammiriamo lo slancio dei Vigili del Fuoco, che nonostante le assunzioni bloccate e gli stipendi fermi si prodigano per salvare il maggior numero di persone possibile, la tenacia dei medici, che non si sottraggono mai anche quando la sanità pubblica viene smantellata, e di tutti coloro che stanno prestando i propri mezzi perché gli enti locali non ne hanno a sufficienza. Ma non si può confidare solo sul senso di responsabilità dei singoli. Serve la presenza e la forza dello Stato, ma di quello libero dalle catene del rigore dei conti. Quello che applica la Costituzione nella sua interezza e nella sua potenza.

Si può fare una donazione e poi dire che servono i tagli alla spesa pubblica? Si può offrire solidarietà ma pretendere il pareggio di bilancio? Noi pensiamo di no.

Accanto alla solidarietà che ognuno di noi esprime individualmente, ci deve essere sempre l’impegno a creare una cultura economica che metta al primo posto la collettività, lo Stato, il futuro, il lavoro.

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