Ancore ferme le ricerche del naufragio avvenuto giovedì davanti a Lampedusa: il forte vento di scirocco e il mare forza 4 stanno impedendo ai sub di immergerei nel punto in cui è affondato il peschereccio. Le ricerche vanno dunque avanti al momento solo con gli aerei e gli elicotteri della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, che si alternano in volo per controllare lo specchio di mare attorno al punto in cui è avvenuto il naufragio. Secondo il racconto dei sopravvissuti, in mare potrebbero esserci ancora duecento cadaveri.
Intanto è partito dal porto di Lampedusa il corteo di barche di pescatori che andranno a posare una corona di fiori a largo della costa per rendere omaggio ai migranti del tragico naufragio. “I pescatori salvano vite – ha detto Totò Martello, presidente del Consorzio dei pescatori – rispediamo al mittente le accuse di non aver soccorso gente che stava morendo in mare”.
Il barcone che potrebbe contenere ancora decine di cadaveri giace a 47 metri di profondità in mare a un miglio e mezzo di distanza da Cala Croce, dagli scogli di Lampedusa. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno filmato il barcone dell’orrore affondato ieri in un drammatico naufragio che ha provocato la morte di 111 somali ed eritrei: 58 uomini, 49 donne 2 bambine e due bambini in età compresa tra 1 e 6 anni.
Una strage di donne se si pensa che tra i 155 superstiti ve ne sono solo 4. E molto probabilmente, se i lavori di recupero dei corpi darà ragione alle testimonianze di chi su quel barcone ha navigato e che raccontato di oltre 400 persone a bordo, sul fondo del natante si troveranno tra decine di altre vittime tanti bambini.
Ieri sera sull’isola è arrivata la presidente della Camera Boldrini, che oggi avrà una serie di incontri.”Nulla dovrà essere più come prima”, ha ammonito, auspicando nuove politiche.
Immediata la replica di Bossi, che definisce la sua legge “l’unica barriera all’invasione di clandestini”.
Secondo i sopravvissuti i morti sarebbero oltre 360 – “Il barcone, che è naufragato a poca distanza dalla costa lampedusana l’altro ieri, aveva a bordo 518 migranti. Ce lo hanno detto con precisione alcuni sopravvissuti che abbiamo incontrato nel centro di accoglienza. Loro dicono di aver fatto un calcolo preciso contando i viaggi dei pulmini che li portavano sul natante a Misurata”.
Lo ha detto l’onorevole Mario Marazziti stamane a Lampedusa con il presidente della Camera Boldrini e i deputati dell’intergruppo parlamentare di lavoro sull’immigrazione. Secondo la cifra fornita dai migranti superstiti sarebbero quindi 363 i morti del naufragio, considerato che 155 sono i sopravvissuti. Centoundici corpi sono stati recuperati e quindi mancherebbero all’appello 252 persone.
“I migranti ci hanno raccontato – ha aggiunto – che il loro barcone alle 3.30 dell’altro ieri era davanti alla costa lampedusana. Una barca si sarebbe avvicinata per prendere coscienza di chi vi fosse a bordo e poi si sarebbe allontanata. I migranti avrebbero visto un’altra barca un po’ piu’ lontano ma non sanno dire se fossero stati visti. Coi motori fermi, il barcone strapieno di persone sarebbe rimasto fermo per circa un’ora davanti alla costa facendo anche segnali acustici con la sirena. A bordo nessuno aveva telefonini perché erano stati sequestrati. Qualcuno ha allora deciso di dar fuoco a una coperta per segnalare la propria posizione. A quel punto i migranti, per paura delle fiamme si sarebbero spostati su un lato dell’imbarcazione che si e’ rovesciata scaraventando tutte le persone a mare. Questo sarebbe avvenuto poco prima dell’alba, verso le 6.20”.
Boldrini a Lampedusa, le leggi italiane vanno aggiornate – “Siamo a Lampedusa con una delegazione di deputati dell’intergruppo sull’immigrazione, per portare ai sopravvissuti, alla Sindaca Giusy Nicolini e alla cittadinanza la solidarieta’ e il cordoglio della Camera. Ma anche per dire che le cose possono cambiare, che bisogna impegnarsi a risolvere le cause che stanno alla base della fuga: le misure di contrasto non riusciranno mai da sole a bloccare la …fuga di chi si lascia alle spalle guerre e regimi”. Lo ha scritto su Facebook la presidente della Camera Laura Boldrini nel corso della sua visita a Lampedusa.
“La legislazione italiana va aggiornata sulla base delle nuove sfide – ha spiegato Boldrini – poiché l’immigrazione è un fenomeno in continua evoluzione. Così come vanno rivisti i rapporti con i Paesi di transito dove spesso non vi sono tutele né rispetto dei diritti umani. Allo stesso modo va rafforzata la cooperazione tra Stati per compiere il monitoraggio e soccorrere in mare, una responsabilità che non può ricadere solo sull’Italia. In ambito europeo ancora oggi ciascuno dei 28 Paesi ha una diversa legislazione in materia di immigrazione e asilo. Se non si arriva a un sistema comune e a una gestione condivisa sarà difficile trovare quell’appoggio che da più parti viene richiesto. Per dare un senso pieno alla commozione, al lutto nazionale e al minuto di silenzio nelle scuole, nulla dovra’ essere più come prima”, ha concluso la presidente della Camera.
La Procura continua la ricerca degli scafisti tra i superstiti – La Procura di Agrigento intanto continua a sentire i profughi superstiti dell’ultima tragedia nel mare di Lampedusa. Resta al momento gravemente indiziato per il naufragio un tunisino di 35 anni accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di omicidio plurimo. “Continuiamo a raccogliere prove testimoniali e riscontri per ricostruire il quadro delle responsabilità”, spiega il procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo.
Procura, per noi nessun ritardo nei soccorsi – “Non indaghiamo su presunti ritardi nei soccorsi. Non abbiamo riscontri in merito”, ha aggiunto il procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo. In riferimento a una esposto alla Procura militare di Napoli su tali ritardi, annunciato secondo notizie di stampa da un generale dell’aeronautica in congedo, il magistrato si limita a dire: “Non ne so nulla e non ci compete”.
Pescatore: ho salvato 47 vite, basta infangarci – “La smettano di infangarci. Noi la gente l’abbiamo salvata. Io 47, un altro peschereccio una ventina e un altro a 15. Si fa presto ad arrivare a 155. Si chiedano gli altri quanti ne hanno salvati”.
Vito Fiorino, armatore di un motopesca lampedusano attacca la Guardia costiera e i finanzieri: “Basta dire che li hanno salvati tutti loro, o che noi facciamo polemica: dicano almeno che li abbiamo salvati insieme e pensino meno ai protocolli”. E ce l’ha Fiorino con il sindaco Giusi Nicolini che ha riferito il racconto di alcuni superstiti riguardo tre motopesca che non si sarebbero fermati a soccorrerli: “Falso. Quei migranti hanno detto quella cosa o gliel’hanno fatta dire? Tutti hanno visto che salvavamo profughi ed è provabile. Si pensi a provare le omissioni di altri”.
“Il sindaco ha infangato i pescatori. Come fa a dire che un pescatore vede il fuoco in mare e non si dirige subito in quella zona? Dicono che i pescherecci hanno tirato dritto. Ma la Capitaneria ha chiaro il quadro della situazione, sa chi era e chi non era in zona e che tragitto ha compiuto; io non voglio lodi ma neanche essere infangato”.
“Se la prendevano alla leggera – ha aggiunto – non è così che si agisce mentre la gente bolle in mare. Hanno rifiutato di prendere a bordo qualche persona che avevamo già salvato perché il protocollo, hanno detto, lo vietava. Quando siamo tornati al porto carichi di naufraghi abbiamo visto la vedetta della finanza che usciva come se stessero andando a passeggiare. In casi del genere non si va con questi natanti enormi si va con barche piccole e veloci per pensare di salvare le persone”.
Nuovo sbarco in Calabria, arrivati in quaranta – Una quarantina di immigrati di cui non si conosce ancora la nazionalità sono sbarcati la scorsa notte sulla spiaggia di Cala Janculla, nel territorio di Seminara, sul litorale tirrenico calabrese. La presenza dei profughi, che sarebbero stati fatti sbarcare da un natante che poi si è allontanato, è stata segnalata alla Capitaneria di Porto di Gioia Tauro.
Una motovedetta si è recata sul posto assieme a personale della polizia, dei carabinieri, della Croce rossa e della Protezione civile. Nessuna traccia dell’imbarcazione che ha portato i profughi. I migranti saranno condotti adesso nel porto di Palmi.