Pakistan: fuoco sulla blogger quattrodicenne anti-talebani
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Pakistan: fuoco sulla blogger quattrodicenne anti-talebani

Malala Yousafzai colpita alla testa. Aveva vinto il premio premio per la Pace per le sue denunce sulle atrocità dei talebani. Che rivendicano: "Diceva oscenità".

Pakistan: fuoco sulla blogger quattrodicenne anti-talebani
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9 Ottobre 2012 - 16.43


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Le hanno sparato in testa, mentre usciva da scuola e era già salita sull’autobus che avrebbe dovuto riportarla a casa. Malala Yousafzai ha 14 anni, e già un detsino pesante sulle spalle: non solo è donna in una zona del Pakistan affollata dai talebani, ma ha avuto il coraggio di denunciarli.

Malala infatti è diventata famosa nel 2009 per aver vinto il Premio nazionale per la pace dei giovani. A consegnarle il riconoscimento era stato il primo ministro Yousuf Raza Gilani in persona, del quale ora che Malala giace in un letto di ospedale – con i dottori che raccomandano un immediato trasferimento in una struttura più attrezzata – non si registra alcun commento di condanna e indignazione.

Malala è stata colpita alla testa con un colpo di pistola ieri mattina. A spararle un talebano, come hanno confermato i testimoni. L’uomo si è avvicinato ai ragazzi che uscivano da scuola e ha chiesto: chi è Malala? Una ragazza gliel’ha indicata. Ma lui, forse perché non ha capito, o comunque per essere arci sicuro di portare a termine il suo compito, ha fatto fuoco sia su Malala che sulla ragazza che le sedeva accanto. Non sono morte, ma sono gravi. E comunque questo “incidente” ha causato molte polemiche sullo stato di sicurezza del ditretto dello Swat, al confine con l’Afghanistan, che il governo pakistano aveva promesso di presidiare inviando forze di sicurezza.

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La piccola Malala aveva ottenuto il Premio per la Pace grazie al suo impegno nel denunciare proprio le azioni di guerra dei talebani attraverso un blog anonimo per la Bbc, nel periodo della contrapposizione tra l’esercito pakistano e i talebani, nel 2009, nel pieno della guerra in afghanistn. Poi il suo nome era venuto fuori, e lei aveva vinto il Premio. La sua celebrità aveva molto irritato i talebani, tanto che un portavoce del gruppo politico-religioso, Ehsanullah Ehsan, ha immediatamente rivendicato l’attacco e l’ha giustificato sostenendo che il lavoro di Malala era un’oscenità: “E’ stato un capitolo osceno, e dovevamo chiuderlo”. Come è ovvio: con un colpo di pistola alla testa di una ragazzina di 14 anni.

Fazal Maula Zahid, un membro del Swat Qaumi Jirga – gruppo anti talebano della regione – ha detto che l’attacco a Malala ha sconvolto la popolazione, dimostrando che il governo non ha affatto il controllo del territorio. Zahid Khan, un altro membro del Qami Jirga, ferito proprio all’inizio dell’anno dai talebani per la sua iniziativa politica, ha detto: “Piàù di 20 persone sono state ferite dall’inizio dell’anno in attacchi di matrice politica e da quando l’esercito ha dichiarato concluse le operazioni. L’esercito presidia soltanto la propria sicurezza e quella degli edifici pubblici”.

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Purtroppo in Pakistan per questi bambini-eroe, non c’è lieto fine.Come dimostra anche la storia di Iqbal Masih, il coraggioso ragazzino pakistano che denunciò in tutto il mondo il sistema dello sfruttamento die bambini nelle attività tessili del paese. E che fu ucciso per strada, mentre giocava a palla: aveva tredici anni.

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