Semplificazioni anche per l'esportazione di armi?
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Semplificazioni anche per l'esportazione di armi?

Oggi in Consiglio dei ministri. Rete Disarmo al Governo: le modifiche alla legge sull'export di armi devono essere migliorative e condivise. Ora è tra le migliori al mondo.

Semplificazioni anche per l'esportazione di armi?
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9 Marzo 2012 - 12.55


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Semplificazioni anche per la vendita di armi all’interno della Comunità Europea. La legge 185 del 1990 – sostiene la Rete Italiana Disarmo – è considerata una delle migliori a livello europeo ed internazionale per i controlli e i divieti di export militare nel caso in cui vi sia il rischio che le armi possano essere esportate in zone di conflitto. I decreti legislativi sarebbero poi adottati sulla base di una legge delega approvata dal Parlamento su proposta del Governo Berlusconi che in molti casi – altra accusa della Rete Disarmo – “aveva già adottato gravi provvedimenti a favore della lobby delle armi. Su questi temi l’approvazione di un decreto legislativo senza un vero confronto è un rischio per la democrazia e la sicurezza”.

Controproposte della Rete disarmo. 1) Mantenere inalterati i principi che regolano l’esportazione di armamenti. 2) Mantenere i controlli dello Stato sul regime di autorizzazioni. 3) Promuovere la conversione a fini civili delle industrie militari. 4) Migliorare i divieti all’esportazione. 5) Estendere i divieti ai Paesi che presentano alti livelli di spesa militare. 6) Estendere i divieti ai paesi che non rendono pubbliche le proprie esportazioni e importazioni di armamenti. 7) Estendere il regime di autorizzazioni e controlli anche alle armi “non a specifico uso militare”. 8) Controllare gli intermediari di armamenti. 9) Non estendere le licenze globali e generali a paesi al di fuori dell’Ue. 10) Migliorare la Relazione al Parlamento e la trasparenza.

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Di particolare rilievo, sostengono i pacifisti, che il divieto di esportazione di armamenti verso paesi “in stato di conflitto armato” si applichi a tutti gli Stati che pongono in atto interventi militari non avallati da una specifica risoluzione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. “Il divieto di esportazione di armamenti si applichi anche nei confronti degli Stati che abbiano violato gli embarghi di vendita di armamenti stabiliti dalle Nazioni Unite, dall’Unione europea e dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Siano meglio accertati i paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani tenendo conto delle osservazioni delle principali associazioni internazionali”.

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