Le vergognose prime pagine de Il Giornale e Libero: attaccano una ragazza dopo 500 giorni di prigionia

I due quotidiani hanno aperto le proprie edizioni cartacee dando risalto alla notizia della liberazione di Silvia Romano, ma con un tono fortemente polemico.

La prima pagina de Il Giornale

La prima pagina de Il Giornale

globalist 11 maggio 2020

Nella rassegna stampa di lunedì 11 maggio a risaltare all’occhio sono senza dubbio le prime pagine di Libero Quotidiano e Il Giornale, rispettivamente diretti da Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti. I due quotidiani hanno aperto le proprie edizioni cartacee dando risalto alla notizia della liberazione di Silvia Romano, ma con un tono violento.

A far discutere infatti è il riscatto pagato dal Governo italiano per poter liberare la giovane cooperante. Inoltre, a Libero e Il Giornale pare non esser andata a genio la scelta di Silvia Romano di convertirsi alla religione islamica. E sia Sallusti che Feltri, con messaggi Twitter, avevano fatto capire il proprio dissenso già nel pomeriggio di domenica 10 maggio.La liberazione di Silvia Romano, dunque, ha posto per qualche ora in secondo piano la pandemia da Coronavirus.
Ed è per questo che sia Libero che Il Giornale hanno scelto dei titoli provocatori e che stanno facendo ampiamente discutere sia i social network che i professionisti del settore mediatico. Ma quali sono questi titoli tanto chiacchierati? Il quotidiano diretto dalla coppia Feltri – Senaldi apre la propria edizione cartacea così: “Abbiamo liberato un’islamica”.
Molto simile è anche il titolo de ‘Il Giornale’ di Sallusti: “Islamica e felice Silvia l’ingrata”. Insomma, le prime pagine dei quotidiani non fanno altro che ribadire la presa di posizione dei due direttori. Vittorio Feltri, infatti, su Twitter ha commentato così la liberazione di Silvia Romano: “Pagare il riscatto per Silvia significa finanziare i terroristi islamici. Che sono amici della ragazza diventata musulmana. Bella operazione” e “A me se una si converte all’Islam non mi importa niente ma non mi va neanche di applaudirla. Mi secca un poco se per riportarla in Italia lo Stato spende qualche milione degli italiani”. Alessandro Sallusti invece ha cinguettato: “Silvia è tornata, bene ma è stato come vedere tornare un prigioniero dei campi di concentramento orgogliosamente vestito da nazista. Non capisco, non capirò mai”.