Cresce il mercato dei pirati del web. Cina in testa
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Cresce il mercato dei pirati del web. Cina in testa

Il 57% di chi possiede un pc ha scaricato almeno una volta software pirata nel 2011. Un giro d'affari mondiale da 63 miliardi. Record cinese. Da noi un mercato da 1,3 miliardi.

Cresce il mercato dei pirati del web. Cina in testa
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16 Maggio 2012 - 14.23


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Lo scorso anno il 57% di chi possiede un pc ha ammesso l’acquisto o lo scaricamento di software pirati. A rivelarlo è stato l’ultimo report annuale commissionato dalla Business Software Alliance (Bsa), l’associazione internazionale di produttori software. Aumenta così in maniera impressionante il valore commerciale del software illegale nel mondo: dai 58,8 miliardi di dollari nel 2010 ai 63,4 miliardi del 2011. Un record alimentato dalla crescente diffusione di personal computer nei paesi emergenti.

L’area asiatico-pacifica è infatti quella dove si sono registrati i valori più imponenti di software pirata. Sui 116 mercati analizzati dal report Global Software Piracy Study, quelli cinesi hanno mantenuto un livello stabile, al 60 per cento tra il 2010 e il 2011. È cresciuto però il valore commerciale del software illecito: 21 miliardi di dollari nei soli paesi emergenti.

Al primo posto di questa speciale classifica c’è la Cina, il cui mercato vale da solo 9 miliardi di dollari contro i 3 miliardi di quello legale. In media, un utente cinese non spende nemmeno 9 dollari per singolo Pc o software autorizzato, meno del 25 per cento rispetto ad un utente negli altri mercati del Pianeta. L’attuale livello di pirateria a Pechino ha raggiunto quota 77 per cento.

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Il nostro Paese invece registra su un tasso di illegalità del 48 per cento, in calo di un punto percentuale rispetto allo scorso anno ma ancora elevato rispetto alla media dell’Unione Europea (33 per cento), per un mercato del sommerso che vale 1.398 milioni di euro.

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