Usare la bicicletta è un aiuto nella prevenzione del tumore: l'oncologo spiega il perché
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Usare la bicicletta è un aiuto nella prevenzione del tumore: l'oncologo spiega il perché

Lo spiega Vittorio Altomare, responsabile della Breast Unit dell'Università Campus Biomedico di Roma, che ieri, a Roma, ha animato la settima edizione `Bici in rosa´

Usare la bicicletta è un aiuto nella prevenzione del tumore: l'oncologo spiega il perché
La Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico
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8 Aprile 2024 - 11.11


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Tutto può servire.  «Possiamo sicuramente inserire l’utilizzo della bicicletta tra gli strumenti di prevenzione: in generale favorisce la riduzione dell’inquinamento come mezzo di trasporto. E in particolare favorisce il movimento, che fa parte degli stili di vita sani, fondamentali per evitare che arrivi il tumore. E’ quella che chiamiamo prevenzione primaria. C’è poi prevenzione secondaria che non possiamo assolutamente trascurare fatta di quei controlli che ci permettono di arrivare in tempo quando il tumore già c’è».

Lo spiega Vittorio Altomare, responsabile della Breast Unit dell’Università Campus Biomedico di Roma, che ieri, a Roma, ha animato la settima edizione `Bici in rosa´, pedalata al centro della capitale per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione e dei controlli regolari per la salute del seno. Un’iniziativa realizzata con il supporto della Fondazione Policlinico Campus Biomedico.

«Abbiamo ricordato – aggiunge Altomare – anche nella pratica, che la bicicletta è un’opportunità di salute. La mobilità sostenibile è un elemento su cui tutta l’Europa e il mondo intero sta ponendo attenzione. E gli oncologi non possono che avere in massima considerazione tutto ciò che è prevenzione».

E quest’anno, ha sottolineato lo specialista, «con la manifestazione di ieri, molto partecipata, abbiamo voluto richiamare l’attenzione sulle giovani donne che devono affrontare il problema del tumore al seno e, in particolare, sebbene si tratti di una piccola percentuale, su quelle che hanno una mutazione genetica e un rischio ereditario-familiare, una tematica sempre più all’attenzione di noi operatori sanitari. È importante dargli il giusto rilievo e sensibilizzare le persone a rivolgersi ai centri `giusti´, ovvero le Breast Unit ormai abbastanza conosciute ma non ancora abbastanza»

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