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Covid, Bassetti: "I profughi dalla guerra in Ucraina aumentano il rischio di una nuova variante"

Bassetti: "In Ucraina c'è un'alta circolazione del virus, una bassa copertura vaccinale (inferiore al 40%), condizioni socio-economiche disagiate, nessuna o bassa attenzione alle misure di protezione"

Covid, Bassetti: "I profughi dalla guerra in Ucraina aumentano il rischio di una nuova variante"
Matteo Bassetti

globalist

3 Marzo 2022 - 17.58


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Secondo il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova Matteo Bassetti, c’è il serio rischio che l’emergenza profughi in Ucraina possa creare una nuova variante del Covid “perché ci sono tutte le condizioni: un’alta circolazione del virus, una bassa copertura vaccinale (inferiore al 40%), condizioni socio-economiche disagiate, nessuna o bassa attenzione alle misure di protezione, condizioni climatiche di inverno pieno con maggiore possibilità di assembrarsi in luoghi chiusi”.

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“Inoltre non credo che ci siano laboratori di virologia in grado di sequenziare per capire cosa sta succedendo. Se anche ci fosse nessuno se ne accorgerebbe”, avverte Bassetti.

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Una preoccupazione condivisa anche da altri medici. Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, sostiene: “Ha ragione l’Oms quando dice di temere un sommerso di contagi Covid in Ucraina e dobbiamo stare attenti perché adesso arriveranno dei profughi a cui dobbiamo offrire cure e vaccinazioni, ovviamente per chi vuole vaccinarsi. E poi fare un tampone a tutti per stabilire chi è positivo e chi no”. 

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“Questa, come ogni guerra nell’ambito di una pandemia globale – mette in guardia Ciccozzi – può ricondurre a un numero di contagi maggiore anche se – afferma l’epidemiologo – è molto più drammatico contare i decessi della guerra che non i contagi di Omicron, onestamente. Però non dobbiamo mettere in secondo piano la pandemia perché – ricorda – non è finita e non è ancora endemica”.

“Da noi arriveranno all’incirca un milione di profughi. Noi sappiamo – dice l’esperto – che i bambini sono quelli che possono più facilmente portare il virus perché sono per la maggior parte asintomatici. Chi è positivo va trattato in un certo modo, chi non è positivo va messo in quarantena e dopo 10 giorni gli va rifatto il tampone. Questo è molto importante per la loro e per la nostra sicurezza”.

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“Al momento dell’invasione Russia e Ucraina erano entrambe in piena ondata Covid ed è possibile che gli eventi diretti e indiretti della guerra favoriscano la diffusione. Questo vale certamente per i profughi, ma è il male minore da tollerare”. Lo scrive su Twitter Silvio Viale, medico ginecologo e consigliere comunale di Più Europa e Radicali.

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