Discoteche e svago: tutelare la salute dei più deboli e le scuole non è più una priorità?

Aprire una discussione profonda sulle priorità individuali e collettive non solo a livello governativo e non solo in ambito economico ma anche valoriale sembra tanto complesso quanto urgente

Movida ai tempi del Covid

Movida ai tempi del Covid

Chiara D'Ambros 16 agosto 2020

Si discute della chiusura delle discoteche. Non è chiarissimo quando sia stata concessa la riapertura. Si parla di cifre e perdite economiche. Di nuovo davanti alla scelta tra tutela della salute o dell’economia. Il dibattito e la questione ci accompagnerà per molto tempo a quanto pare. Ma questa estate di sollievo, con riaperture e la riconquistata libertà di viaggiare e spostarsi ha fatto andare in vacanza non solo le persone ma anche l’urgenza di valutar le priorità su cui basare le scelte di una dovuta convivenza con il virus.

L’Ulss di Treviso richiama 35 dipendenti dalle ferie per poter garantire tamponi veloci a chi rientra delle vacanze da zone di rischio e a concittadini. Ci troviamo davanti a una rinnovata lieve nuova pressione sul Sistema Sanitario Nazionale.


In questi momenti in cui i contagi stanno risalendo, sorge anche il dubbio che possano riaprire le scuole. Salute e istruzione sono di nuovo a rischio. Per la libertà di svago e meritata pausa in un presente che vogliamo credere sia normalizzato, è a rischio il futuro dei prossimi mesi e per bambini e ragazzi forse dei prossimi anni perché il buco, o forse si dovrebbe dire “la voragine” formativa che questi mesi di chiusura delle scuole, rischia di determinare gravi carenze di preparazione e di acquisizione di strumenti per affrontare professioni e la vita domani. Per i più piccoli sono anni di apprendimento cruciali non è replicabili, e per i più grandi l’entusiasmo e possibilità di immaginare ciò che diventeranno sembra sempre più affidata a una nebulosa informe.
Tutelare oltre che la salute dei più fragili, anche garantire la formazione delle nuove generazioni sono temi considerati dal presente governo ma il timore che sia a rischio fa riflettere su come sembri qualcosa di rinunciabile.
L’apertura delle scuole può essere in discussione? Dopo quello che abbiamo visto lo scorso marzo, come cittadini possiamo sottrarci alla cooperazione e sostegno con gli operatori del Sistema sanitario? Si può oggi delegare ad altri la Salute collettiva di cui l’istruzione è parte?
Se si hanno dubbi su questo siamo messi davvero male. La proposta è pensare a una rivoluzionaria collaborazione collettiva, senza bonifici e sms solidali ma con concrete azioni, scelte e comportamenti responsabili non solo perché non ci siano nuove chiusure che provochino ripercussioni sull’economia. Aprire una discussione profonda sulle priorità individuali e collettive non solo a livello governativo e non solo in ambito economico ma anche valoriale sembra tanto complesso quanto urgente, perché come diceva il poeta: “nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare”.