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L'ex comandante Nato in Afghanistan: "Ecco perché la scelta di Biden è tragica"

David Richards, il generale britannico comandante del contingente Nato in Afghanistan (Isaf) nel 2006.

David Richards, il generale britannico comandante del contingente Nato in Afghanistan (Isaf) nel 2006
David Richards, il generale britannico comandante del contingente Nato in Afghanistan (Isaf) nel 2006

globalist

14 Agosto 2021 - 10.42


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La scelta del presidente degli Stati Uniti di lasciare in fretta e in furia l’Afghanistan sta provocando sempre più polemiche, soprattutto per la conseguenza avanzata dei talebani che non hanno trovato resistenza.

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“La decisione di Joe Biden di ritirare le forze militari è stata una decisione tragica. Perché alza il morale dei talebani, offre loro una nuova opportunita’ per avanzare e al contempo rappresenta un durissimo colpo al morale delle forze afghane”.
Lo dice David Richards, il generale britannico comandante del contingente Nato in Afghanistan (Isaf) nel 2006.
“Questo è un fallimento strategico di grandi proporzioni – sottolinea – e sta annullando tutti i progressi degli ultimi 20 anni. La nostra strategia puntava ad una situazione di stallo in modo da consentire un cambio generazionale in Afghanistan. Ma la decisione del presidente Biden l’ha rimossa”.

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E alla domanda su chi finanzia i talebani spiega “Nelle loro fila militano combattenti fanatici, membri dell’Isis e di al Qaeda. E’ ormai accertata la presenza di movimenti estremisti tra i Talebani, che rappresentano un ulteriore punto di forza, almeno nel breve termine” e aggiunge “sospetto che i Talebani stiano ricevendo assistenza e aiuti da alcuni Paesi vicini. Non direttamente dai Governi, ma da alcuni gruppi di potere. E’ il caso del Pakistan, ma non solo”.

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E infine su una possibile caduta di Kabul e su cosa fare in futuro aggiunge “Dovremmo cercare attivamente una chiara strategia politica. Dovremmo persuadere i talebani che, se prendessero Kabul con la forza, potrebbero essere colpiti da bombardamenti aerei occidentali, i loro leader potrebbero diventare obiettivi, le sanzioni si inasprirebbero. Se i talebani vogliono davvero avere la chance di governare dobbiamo usare la strategia del bastone e la carota”. 

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