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L'appello dell'Unicef: "La Cop26 deve essere la Cop dei bambini"

Il direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore: "Il cambiamento climatico è una delle più grandi minacce che questa generazione deve affrontare e i leader mondiali hanno un'opportunità per riorientare il tiro"

Cop26 a Glasgow
Cop26 a Glasgow

globalist

1 Novembre 2021 - 11.47


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La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021, conosciuta anche come Cop26, secondo il direttore generale dell’Unicef Henrietta Fore, dovrà “essere la Cop dei bambini”.
“Il cambiamento climatico è una delle più grandi minacce che questa generazione deve affrontare, con 1 miliardo di bambini a rischio altissimo. Eppure, mentre le prospettive sono terribili, i leader mondiali al Cop26 hanno un’opportunità significativa e tempestiva per riorientare il terribile cammino che stiamo percorrendo. Possono farlo impegnandosi a rafforzare la resilienza dei servizi da cui dipendono i bambini, e tagliando le emissioni più velocemente e più a fondo. Il futuro di miliardi di bambini dipende da questo”.
Secondo il rapporto dell’Unicef ‘The Children’s Climate Risk Index’ (Ccri) quasi ogni bambino sulla terra è esposto ad almeno un rischio climatico e ambientale, come ondate di calore, cicloni, inquinamento atmosferico, inondazioni e carenza d’acqua.
Circa 1 miliardo di bambini – quasi la metà dei bambini del mondo – vive in 33 paesi classificati nell’Indice come “a rischio estremamente elevato”.
Questi bambini affrontano una combinazione letale di esposizione a molteplici shock climatici e ambientali con un’alta vulnerabilità dovuta a servizi essenziali inadeguati, come acqua e servizi igienici, sanità e istruzione. Si stima che 850 milioni di bambini – oltre un terzo di tutti i bambini – vivano in aree in cui si sovrappongono almeno quattro degli shock climatici e ambientali, e ben 330 milioni di bambini vivono in aree colpite da ben cinque grandi shock climatici.
I bambini dei paesi che contribuiscono meno al cambiamento climatico ne subiscono le maggiori conseguenze. I 33 paesi ad altissimo rischio emettono collettivamente il 9% delle emissioni di CO 2. I 10 paesi a più alto rischio emettono collettivamente solo lo 0,5% delle emissioni globali.
L’Unicef è presente alla Cop26 per assicurare che la crisi climatica sia riconosciuta come una crisi per i bambini e i loro diritti, per promuovere approcci per diminuire il rischio climatico per coloro che sono più vulnerabili, e per sostenere la partecipazione dei bambini e dei giovani alla Cop26 come parte degli sforzi per sostenere la partecipazione dei bambini e dei giovani nel processo decisionale sul clima.
Il cambiamento climatico rappresenta una grave minaccia per la salute, la nutrizione, l’istruzione, lo sviluppo, la sopravvivenza e il potenziale futuro dei bambini e dei giovani.
Rispetto agli adulti, i bambini richiedono più cibo e acqua per unità di peso corporeo, sono meno capaci di sopravvivere a eventi meteorologici estremi e sono più esposti alle sostanze chimiche tossiche, ai cambiamenti di temperatura e alle malattie, tra gli altri fattori.
Le generazioni attuali e future di bambini dovranno navigare in un futuro incerto in cui l’attuale modello di crescita che lega lo sviluppo economico allo sfruttamento ambientale non è più praticabile.
L’azione alla Cop26 è fondamentale. L’Unicef chiede ai governi dinaumentare gli investimenti per l’adattamento climatico e la resilienza nei servizi chiave per i bambini, ridurre le emissioni di gas serra, includere i giovani in tutti i negoziati e le decisioni sul clima.

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