Zerocalcare torna su Netflix con “Questo mondo non ci renderà cattivi”
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Zerocalcare torna su Netflix con “Questo mondo non ci renderà cattivi”

Seconda serie animata per l'autore romano, che questa volta affronta un tema particolarmente spinoso anche dal punto di vista politico.

Zerocalcare torna su Netflix con “Questo mondo non ci renderà cattivi”
Zero e l'Armadillo
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9 Giugno 2023 - 17.54 Culture


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Dopo poco più di un anno dal successo di “Strappare lungo i bordi”, la serie animata di Zerocalcare che ha dominato la classifica italiana di Netflix, il fumettista romano torna alla ribalta con “Questo mondo non ci renderà cattivi”. L’opera, divisa in sei puntata, verrà distribuita sempre da Netflix a partire dal 9 giugno in tutti i Paesi coperti dal servizio. Come di consueto anche questa volta Michele Rech torna a riflettere su un grande tema di fondo: la difficoltà di rimanere sé stessi in un mondo che rischia di minare le certezze di ogni individuo.

Rispetto alla precedente serie afferma di avere maggiori responsabilità “Questa è più divisiva per il tema più politico, ma è anche un auspicio per tutti a non disperare anche se tratta tematiche delicate, importanti, non dobbiamo incattivirci”. L’opera, che è stata presentata quest’oggi a Roma dall’autore stesso, è stata prodotta da Movimenti Production, società del gruppo Banijay, in collaborazione con Bao Publishing, l’editore dei suoi libri.

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Tornano dunque Zero, Sarah, Secco e l’Armadillo (rappresentazione della coscienza di Zero, doppiato nuovamente dall’inconfondibile voce di Valerio Mastandrea), con l’aggiunta di un nuovo personaggio, cruciale nella storia: si tratta di Cesare. “Io non ho l’arroganza di pensare di non essere stato mai cattivo, ma come quasi tutti negli ultimi dieci anni – afferma Rech – ho dovuto fare scelte, compromessi, scivoloni, penso di aver ferito delle persone”.

La serie, che si presenta come un’istantanea struggente, aspra, ma al contempo poetica del nostro “Paese meraviglioso”, un paese dove, come canta Giancane nella sigla, i ponti crollano, le navi affondano, i diritti muoiono e i ministri applaudono, non mancherà ovviamente di feroci battute e piccate prese di posizione.

La storia parte dall’arresto del protagonista e ne ripercorre cronologicamente gli avvenimenti, muovendosi in una stanza per interrogatori con il poster di Don Matteo attaccato sulla parete. In seguito si scoprirà che il clima nel quartiere del protagonista fosse diventato difficile a causa dell’arrivo di un gruppo di migranti nel centro d’accoglienza locale, con manifesti che allarmano sul pericolo della sostituzione etnica tappezzando le mura. È qui che entra in scena Cesare, vecchio amico d’infanzia di Zero che ritorna a vivere nel suo quartiere dopo vent’anni. Tuttavia, a seguito della lunga assenza, Cesare non riconoscerà più quei luoghi che avevano segnato la sua infanzia. Zero, che inizialmente è spinto dalla volontà di aiutarlo, capirà però ben presto che non ne è capace e, per quanto lo voglia, non può fargli trovare il suo posto nel mondo.

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Come sempre Rech si avvale di una narrazione del tutto personale fatta di digressioni, colpi di scena, aneddoti ed emozione pura. Il titolo, come afferma l’autore, trae ispirazione dal brano di un cantautore romano e rappresenta quello che per lui è una sorta di mantra, una frase che si ripete nei momenti più difficili, quando la possibilità di fare una scelta sbagliata e rinnegare i propri ideali è concreta.

Come è già accaduto nella precedente serie, il fatto che Zero provi ad aiutare un suo amico a sentirsi a proprio agio, a “salvarlo”, fa sì che venga biasimato dagli altri, compreso Cesare. “Ma che te pensi, che sei l’unico illuminato che distingue giusto e sbagliato?”

Nell’opera l’autore affronta un tema ormai sulla bocca ti tutti, quello delle migrazioni, ma tiene a specificare che: “Chi è contro l’accoglienza non è per forza un fascista, anche se oramai pare non essere più un ostacolo provenire politicamente da quel mondo e porsi in continuità ideale con il fascismo”. Ciò non toglie il suo biasimo verso ” Chi su questi temi fa speculazioni politiche per tornaconto elettorale”.

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“Questo mondo non ci renderà cattivi” si presenta come un altro lavoro di Michele Rech che, unendo magistralmente la sua profondità a una lucida chiarezza espressiva, promette di restare incollati allo schermo per tutta la durata della serie. Probabilmente per molti si prospetta un fine settimana in casa.

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