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Sanremo, il sindaco Biancheri: "Non sarà un Festival al 100%, ma meglio del 2020"

Il Sindaco: "Sicuramente sarà un Festival che fino a tre mesi fa nessuno di noi si sarebbe  immaginato di dover affrontare. Purtroppo i contagi sono alti"

Sanremo, il sindaco Biancheri: "Non sarà un Festival al 100%, ma meglio del 2020"
Festival di Sanremo 2022

globalist

5 Gennaio 2022 - 19.10


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Manca meno di un mese alla 72a edizione del Festival di Sanremo: la kermesse musicale si terrà dall’1 al 5 febbraio 2022, con la direzione artistica e la conduzione di Amadeus, giunto ormai al suo terzo anno consecutivo. Tuttavia, con i contagi ancora in crescita, le incertezze sulla sua realizzazione sono tante. A questo proposito, il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri sembra essere ottimista riguardo allo spettro delle poltrone vuote che caratterizzò il Festival 2020. «Vediamo cosa succederà da qui al 10 gennaio, ma sarà un Festival con il pubblico, anche se non sarà un Festival al cento per cento come quello del 2019, ma non si può neppure paragonare a quello dello scorso anno», ha dichiarato durante una visita all’Asl insieme al sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

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Sicuramente non ci sarà un palco all’aperto, ma si sta lavorando agli eventi collaterali che la Rai vorrebbe spostare in una location al chiuso (all’auditorium Alfano, per esempio). Il sindaco garantisce invece che ci sarà del pubblico in sala al Teatro Ariston, pur nel rispetto delle normative sanitarie, ma non anticipa ulteriori dettagli preferendo attendere il 10 gennaio. «Sicuramente sarà un Festival che fino a tre mesi fa nessuno di noi si sarebbe  immaginato di dover affrontare. Purtroppo i contagi sono alti», conclude Biancheri.

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Il decreto sulle festività attualmente in vigore vieta fino al 31 gennaio 2022 (quindi fino alla sera prima dell’inizio di Sanremo) «le feste, comunque denominate, gli eventi a queste assimilati e i concerti che implichino assembramenti in spazi aperti». Come già anticipato, questo pone il dubbio sugli eventi che di solito fanno da cornice alla kermesse e sull’ordine pubblico (infatti, non si sa ancora in quale percentuale l’Ariston potrà essere riempito, motivo per cui non sono ancora partite le vendite in biglietteria). Per esempio, i giornalisti ascolteranno i brani in gara divisi in due città e non tutti insieme: il primo ascolto è previsto per il 13 gennaio e dovrebbe tenersi tra Roma e Milano (dove, tra l’altro, non tutti saranno in presenza).

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A rischio anche i programmi di intrattenimento della Rai che di solito si spostano nella città ligure, ma che per questo anno potrebbero dover rinunciare. Come lo scorso anno, quindi, Alberto Matano (con “La Vita in Diretta”), Serena Bortone (con “Oggi è un altro Giorno”) e altri potrebbero restare a casa. Il laciapassare per ora sembrerebbe andare solo a Mara Venier che dovrebbe raggiungere Sanremo per la classica puntata di “Domenica In” dopo la finale. Confermato anche “Casa Sanremo”, mentre è stato già cancellato il Gran Galà della Stampa che si tiene di solito la sera prima dell’inizio del Festival.

Nonostante le incertezze illustrate, il Festival sta già facendo parlare di sé, anche grazie a qualche gaffe. Ne sa qualcosa Gianni Morandi che, per errore, ha pubblicato su Facebook un frammento del brano “Apri tutte le porte” scritto da Jovanotti, poi subito rimosso. Nel video stava parlando con il produttore dj Mousse T della canzone, con il brano in sottofondo, che secondo il regolamento non può essere eseguito in pubblico prima del festival. La Rai lo ha comunque considerato un “puro inconveniente tecnico”, scongiurandone l’esclusione dalla gara.

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