Nuovo affondo di Donald Trump contro la Spagna durante un vertice della Nato, come era già accaduto lo scorso anno all’Aia. Ad Ankara, all’inizio di una riunione pensata per placare le tensioni con lui, il presidente degli Stati Uniti ha lanciato una minaccia esplicita, affermando di aver ordinato al suo segretario al Tesoro, Scott Bessent, di interrompere ogni rapporto commerciale con la Spagna, dopo aver definito il Paese un «alleato terribile» nella Nato perché «non partecipa e non vuole pagare».
Nel 2025 Trump aveva già minacciato la Spagna con «dazi terribili», ma poi non ne era seguito nulla, soprattutto perché le relazioni commerciali con gli Stati membri dell’Ue, nell’ambito del mercato unico europeo, non sono gestite da Madrid ma dalla Commissione europea. E le regole sono chiare: non è possibile interrompere i rapporti commerciali con un solo Stato membro, ma bisognerebbe farlo con tutti contemporaneamente, perché questa è anche l’essenza stessa dell’Ue. In precedenza il leader americano aveva anche minacciato di espellere la Spagna dalla Nato, ma non ha il potere di farlo.
Il governo spagnolo ha risposto rapidamente alle dichiarazioni di Trump con una nota che era chiaramente pronta nel caso di un suo attacco. «La Spagna accoglie con serenità e normalità queste dichiarazioni», afferma la Moncloa. «Il nostro Paese mantiene un’eccellente relazione sociale, culturale ed economica con gli Stati Uniti e non è nostra intenzione che questo cambi», aggiunge il governo. Allo stesso tempo, l’esecutivo precisa alcuni aspetti: «Gli Stati Uniti registrano un surplus commerciale con la Spagna (cioè traggono maggiori benefici da questa relazione rispetto a noi). L’Ue è un’unione commerciale nella quale non è possibile colpire un singolo Stato membro. I rapporti economici sono costruiti dalle imprese private, non dai governi. Le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Spagna sono vantaggiose per entrambi, sia sul piano commerciale sia su quello della difesa».
Anche la Commissione europea è tornata a schierarsi in difesa della Spagna dopo gli attacchi di Trump. «La Commissione garantirà sempre la piena tutela degli interessi dell’Unione europea e di tutti i suoi Stati membri. Continueremo a sostenere un commercio transatlantico stabile, prevedibile e reciprocamente vantaggioso nell’interesse di tutti», ha dichiarato un portavoce della Commissione a Bruxelles.
«La Commissione è sempre stata molto chiara e coerente su questo punto: il commercio tra l’Ue e gli Stati Uniti è profondamente integrato ed è vantaggioso per entrambe le parti», ha insistito il portavoce dell’esecutivo europeo. «È nell’interesse comune preservare questa relazione. Anzi, oggi è più importante che mai in un contesto di incertezza globale». Ha poi ricordato che lo scorso anno l’Ue e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo commerciale che stabilisce i dazi applicabili ai prodotti europei esportati negli Stati Uniti e a quelli americani destinati all’Europa. «Ci aspettiamo che gli Stati Uniti rispettino gli impegni assunti con quella dichiarazione, così come noi abbiamo rispettato i nostri», ha ribadito.
Le dichiarazioni del presidente americano hanno oscurato un vertice che si preannunciava cruciale per la sicurezza europea e per il futuro del continente. Trump ha rivolto dure critiche agli alleati europei, accusandoli di essere «inermi» e «approfittatori». Ha inoltre rilanciato con ancora maggiore decisione le sue minacce di prendere il controllo della Groenlandia ed è stato molto esplicito nel descrivere il suo stato d’animo nei confronti dell’Alleanza Atlantica: «Non sono soddisfatto della Nato».
Pur avendo criticato Francia, Germania, Regno Unito e Italia, tra gli altri, Trump è stato particolarmente duro con la Spagna. «È un caso senza speranza», ha detto durante una conferenza stampa accanto al segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha ascoltato le sue parole senza contraddirlo apertamente. Trump non perdona alla Spagna di non essersi impegnata a destinare il 5% del Pil alla difesa e di non aver consentito l’utilizzo delle basi di Morón e Rota per la sua guerra contro l’Iran.
Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre affermato che il governo spagnolo ha trattato Mark Rutte «in modo terribile». «Sono cattive persone», ha detto. «Dichiarano apertamente di non voler spendere; ce ne sono altri, ma la Spagna è particolarmente ostile», ha aggiunto. Il governo di Pedro Sánchez continua invece a sostenere di poter rispettare gli impegni con la Nato investendo il 2,1% del Pil nella difesa e ricorda il proprio contributo alle missioni e alle operazioni dell’Alleanza.
Trump sostiene che con la guerra contro l’Iran «ha messo alla prova» gli europei e che tutti lo hanno deluso. «Ho parlato con la Germania, ho parlato con l’Italia… non ho parlato con la Spagna. La Spagna è una causa persa», ha esordito. «Non vogliamo più fare affari con la Spagna. Anzi, voglio che interrompiate tutto», ha detto, apparentemente improvvisando. «Non voglio più avere niente a che fare con la Spagna. Interrompete tutto il commercio con la Spagna, per favore. Anche le visite, va bene? Vedrete come torneranno di corsa. Trattano malissimo quest’uomo» — indicando Rutte — «che invece è una brava persona, un grande uomo. Sono fortunati ad averlo, ma la Spagna non accetta nulla. Non abbiamo bisogno di commerciare con loro. Non voglio più fare affari con loro. Fatelo immediatamente. Non parlateci nemmeno. Non hanno speranza. Sono cattive persone», ha insistito.
Successivamente ha ironizzato su un presunto tentativo della Spagna di riallacciare i rapporti. «Ci chiamano: “Per favore, vogliamo commerciare con lei, signore. Vogliamo commerciare con lei, signore”. Guadagnano moltissimo grazie a noi e faremo in modo che guadagnino molto meno. Non voglio alcun rapporto commerciale con loro», ha ribadito. Per questo la Moncloa continua a ricordare che gli Stati Uniti vendono alla Spagna più di quanto acquistino, una situazione diversa da quella che hanno con altri Paesi europei, come l’Italia.
Nel frattempo il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha elogiato Trump per il suo operato e per le pressioni esercitate sugli alleati affinché aumentassero la spesa per la difesa. L’olandese ha sottolineato che anche la Spagna sta spendendo di più, senza però contraddire apertamente il presidente americano, che si è sfogato pochi istanti prima dell’inizio di un vertice organizzato proprio per evitare uno scontro con lui. «Lei ha citato la Spagna», ha detto Rutte. «È riuscito persino a farle raggiungere il 2%. Lo scorso anno hanno compiuto un grande passo avanti. Restano ancora questioni da risolvere. Ma anche la Spagna, direi, è arrivata al 2%».
Parole che sembravano soprattutto destinate a rassicurare Trump, apparso però completamente fuori controllo durante una conferenza stampa in cui ha attaccato praticamente tutti, in particolare l’Iran, ma riservando alla Spagna uno degli attacchi più duri.