Sondaggi in Andalusia: Pp verso la maggioranza assoluta, socialisti in calo e Vox vicino alla stagnazione
Top

Sondaggi in Andalusia: Pp verso la maggioranza assoluta, socialisti in calo e Vox vicino alla stagnazione

Gli elettori dell’Andalusia, nel sud della Spagna, voteranno questo fine settimana in elezioni regionali che, secondo i sondaggi, potrebbero consegnare la maggioranza assoluta al Partito Popolare

Sondaggi in Andalusia: Pp verso la maggioranza assoluta, socialisti in calo e Vox vicino alla stagnazione
Juan Manuel Moreno Bonilla
Preroll

globalist Modifica articolo

16 Maggio 2026 - 13.26


ATF

Gli elettori dell’Andalusia, nel sud della Spagna, voteranno questo fine settimana in elezioni regionali che, secondo i sondaggi, potrebbero consegnare la maggioranza assoluta al Partito Popolare (PP) conservatore e infliggere un’altra pesante sconfitta ai socialisti di Pedro Sánchez in quella che un tempo era una delle loro roccaforti storiche.

Il voto di domenica nella regione più popolosa della Spagna – l’ultima grande consultazione prima delle elezioni generali del prossimo anno – sarà considerato un indicatore dell’umore politico nazionale e potrebbe anche mostrare se la crescita del partito di estrema destra Vox stia iniziando a rallentare.

Il PP, che governa l’ex bastione socialista da sette anni, punta a trasformare il voto in un referendum sul primo ministro Pedro Sánchez, il cui entourage politico e governativo è travolto da numerose accuse di corruzione.

Secondo i sondaggi, l’attuale presidente regionale del PP, Juan Manuel Moreno Bonilla, sarebbe vicino a ripetere quasi lo stesso risultato ottenuto nel 2022, quando i conservatori conquistarono 58 seggi sui 109 del parlamento andaluso.

Il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), che ha governato l’Andalusia dal 1982 al 2019, rischia invece il peggior risultato della sua storia nella regione, passando da 30 a circa 28 seggi.

Vox, entrato nella politica spagnola proprio con le elezioni regionali andaluse del 2018, dovrebbe ottenere uno o due seggi in più rispetto ai 14 conquistati quattro anni fa.

Moreno spera che una nuova maggioranza assoluta gli permetta di governare senza dipendere da Vox, che nelle coalizioni regionali sta cercando di spingere il PP più a destra chiedendo che gli spagnoli abbiano priorità rispetto agli stranieri nell’accesso alla casa e ai servizi pubblici.

Il presidente regionale si mostra talmente sicuro del risultato da aver definito lo slogan della “priorità nazionale” di Vox «uno slogan vuoto».

Sia Moreno sia il leader nazionale del PP, Alberto Núñez Feijóo, vogliono usare il voto andaluso per rafforzare il partito a livello nazionale, sfruttando gli scandali che coinvolgono il governo Sánchez.

Moreno ha definito la sua avversaria socialista, l’ex ministra e vicepremier María Jesús Montero, «la signora del passato», sostenendo la necessità di «seppellire la cattiva politica e lasciare il passato alle spalle per costruire il futuro».

Feijóo è stato ancora più diretto, dicendo che gli elettori andalusi devono «scegliere tra la cospirazione guidata da Sánchez e protetta da Montero, e la squadra vincente di Moreno».

Negli ultimi giorni i socialisti sono finiti sotto ulteriore pressione. Montero è stata duramente criticata per aver definito la morte di due agenti della Guardia Civil, uccisi durante un inseguimento a narcotrafficanti al largo della costa andalusa, un «incidente sul lavoro». In seguito ha corretto le sue parole, precisando che i due agenti erano morti «nell’adempimento del proprio dovere».

Anche Moreno, però, è stato criticato durante la campagna elettorale. Per il 42,2% degli elettori andalusi la sanità rappresenta il problema principale della regione, e la gestione di uno scandalo legato agli screening oncologici è tornata al centro del dibattito.

Alla fine dello scorso anno il governo regionale ha ammesso che oltre 2.300 donne non erano state informate dell’esito inconcludente delle loro mammografie, causando ritardi nei controlli successivi e nei trattamenti. Lo scandalo ha provocato forti proteste culminate con le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità.

Moreno ha sostenuto che nessuna donna sia morta a causa di questi ritardi, ma le associazioni contestano la sua versione.

Ángela Claverol, presidente dell’associazione di sostegno alle pazienti oncologiche Amama Sevilla, afferma che almeno sei donne sarebbero morte per la mancata comunicazione dei risultati.

Secondo Claverol, lo scandalo riflette una crisi più ampia del sistema sanitario andaluso, che lei e molti altri attribuiscono alla crescente privatizzazione della sanità pubblica promossa dal governo Moreno.

«È terribile: ci sono ritardi fino a tre mesi per gli interventi oncologici», denuncia. «Ci sono attese lunghissime per TAC, risonanze magnetiche, visite oncologiche e radioterapia. Anche per una semplice visita dal medico di base bisogna aspettare fino a 21 giorni».

A suo giudizio il sistema sanitario pubblico è collassato perché il governo regionale ha trasferito sempre più fondi ai fornitori privati invece di reinvestirli nella sanità pubblica assumendo medici, specialisti e personale amministrativo.

Moreno respinge le accuse e sostiene che il suo governo abbia modernizzato ospedali e attrezzature, aumentando la capacità del sistema sanitario per ridurre le liste d’attesa e rendere il servizio «più vicino, agile ed efficiente».

Anche il problema della casa pesa molto sugli elettori andalusi. Città come Siviglia, Malaga e Cordova stanno affrontando gli effetti dell’overtourism: affitti alle stelle e scarsità di abitazioni per i residenti.

Diversi gruppi locali chiedono al governo regionale di privilegiare i cittadini rispetto al turismo.

Juan Carlos Benítez, membro dell’associazione di residenti Albayzín Habitable di Granada, accusa il governo Moreno di aver scelto «una strategia di turismo quantitativo invece che qualitativo».

Secondo Benítez, Granada è l’ennesima città andalusa sacrificata a una crescita economica rapida basata sul turismo, a scapito dello sviluppo sostenibile. Negli ultimi mesi, racconta, il quartiere storico dell’Albaicín ha vissuto una situazione «catastrofica», con la chiusura di un centro sanitario locale e la vendita di edifici storici per nuovi progetti immobiliari.

«Diventerà una specie di Disneyland dove non vivranno più persone reali», afferma. «Produrrà soldi per ristoranti e negozi, ma non porterà benefici reali alla società».

Il politologo Pablo Simón, dell’Università Carlos III di Madrid, ritiene che il risultato delle elezioni andaluse avrà effetti politici ben oltre la regione, mentre la Spagna si prepara alle elezioni generali.

I sondaggi indicano che il PP potrebbe arrivare primo anche a livello nazionale il prossimo anno, ma probabilmente avrà bisogno del sostegno di Vox per governare.

«Se Moreno Bonilla manterrà la maggioranza assoluta e Vox non riuscirà a influenzare la formazione del governo regionale, si rafforzerà l’idea che Vox sia in una fase di stagnazione e che il PP stia recuperando terreno», spiega Simón.

Secondo il politologo, nonostante buoni risultati recenti in Aragona, Estremadura e Castiglia e León, nel partito di estrema destra si avverte un clima di difficoltà interne e la prospettiva di raggiungere il 20% dei voti sembra allontanarsi.

«È un partito stabilmente ancorato attorno al 13-14%, che a livello nazionale significa circa il 17%», osserva. «È comunque un risultato molto forte, ma dopo aver alimentato l’idea di poter arrivare al 20%, quella previsione si è rivoltata contro di loro».

Simón aggiunge però che eventuali scandali nelle regioni governate dal PP potrebbero ancora favorire Vox.

Per quanto riguarda i socialisti, conclude, il risultato di domenica potrebbe essere «terribile».

«L’ultimo sondaggio che ho visto assegna loro 27 seggi, tre in meno rispetto a oggi», dice. «Parliamo di oltre venti punti di distacco tra il primo e il secondo partito: un disastro».

Native

Articoli correlati