L’esercito israeliano ha emesso un nuovo ordine che costringe i civili a lasciare le proprie abitazioni a sud del fiume Zahrani, nel Libano meridionale.
«I raid aerei sono in corso mentre le Forze di Difesa Israeliane operano con grande intensità nell’area», ha dichiarato Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell’esercito.
Le Nazioni Unite hanno riferito che Israele ha diffuso avvisi e ordini di evacuazione che coprono circa il 14% del territorio libanese, includendo l’intera regione a sud del fiume Zahrani, gran parte della periferia sud di Beirut e alcune zone della valle della Bekaa. Le misure riguardano oltre 100 città e villaggi e hanno causato lo sfollamento di più di un milione di persone.
Raid e razzi: escalation lungo il confine
L’esercito israeliano ha proseguito gli attacchi nel sud del Libano, mentre il gruppo sciita Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi contro diverse aree nel nord di Israele.
L’agenzia ufficiale libanese ha riferito che cinque persone sono morte in un attacco aereo israeliano che ha colpito la città di Ansariyah, nel sud del paese. Squadre di protezione civile e soccorritori hanno inoltre recuperato quattro corpi dopo un raid nella zona di Qadmus.
Altri due civili sono stati uccisi in attacchi con droni contro due veicoli sull’autostrada costiera tra Tiro e Beirut, nei pressi delle località di Saadiyat e Jiyeh, a sud della capitale. Secondo le fonti, si tratta degli attacchi più vicini a Beirut nell’ultima settimana, dopo una serie di raid israeliani dell’8 aprile che hanno causato oltre 350 vittime.
Al momento non è arrivato alcun commento ufficiale da parte dell’esercito israeliano.
Razzi su Israele e timidi segnali diplomatici
Nel frattempo, Hezbollah – sostenuto dall’Iran – ha dichiarato di aver colpito diverse aree del nord di Israele con raffiche di razzi, tra cui Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona, secondo quanto riportato dall’emittente al-Manar.
Gli attacchi arrivano poche ore dopo che gli ambasciatori di Libano e Israele negli Stati Uniti hanno tenuto a Washington i primi colloqui diretti dopo decenni. Le parti hanno concordato di proseguire i negoziati, nonostante la forte opposizione di Hezbollah al dialogo.