Pirandello in loop, Mario Perrotta a Primavera dei Teatri 2026
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Pirandello in loop, Mario Perrotta a Primavera dei Teatri 2026

A Castrovillari Paola Roscioli e Dalila Cozzolino con Pirandello: una partita agguerrita sull'identità, lo sguardo degli altri e la paura di stare nel mondo

Qualcuno nessuno centomila. Pirandello in loop - Primavera dei Teatri - recensione di Alessia de Antoniis
Paola Roscioli e Dalila Cozzolino - Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop - di Mario Perrotta
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

30 Maggio 2026 - 22.32


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di Alessia de Antoniis

“Buffoni! Buffoni! Buffoni!”. L’Enrico IV entra così, con una delle pagine più feroci di Pirandello. Con un “monologo a due” che si interrompe quasi subito; tornerà soltanto alla fine. In mezzo c’è Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop, scritto e diretto da Mario Perrotta, presentato a Primavera dei Teatri.

Paola Roscioli e Dalila Cozzolino, entrambe già finaliste ai Premi Ubu, costruiscono una partita agguerrita su due lati del tavolo. Una recitazione sostenuta, la loro, dai ritmi a tratti incalzanti, quasi senza respiro, che sa scivolare in momenti di ascolto reciproco. Sono sincronizzate, complici, sempre pronte a scambiarsi il centro della scena: una diventa lo specchio deformato dell’altra, il riflesso che corregge, accusa, smaschera. Gatto e topo si scambiano continuamente di posto e lo spettatore non riesce mai a stabilire con certezza chi insegua chi, chi stia conducendo il gioco e chi ne sia già prigioniera.

Un testo che ha in sé una rottura strutturale. Un copione che si spezza: le due attrici litigano, il meta-teatro entra senza preavviso, le ragioni stesse dello spettacolo vengono rimesse in discussione in scena. È il dispositivo più rischioso, e anche il più onesto, ed è dove emerge il vero soggetto del lavoro: non il parallelo social-Pirandello, che pure percorre tutta la drammaturgia, ma una donna che usa Pirandello per parlare della propria incapacità di stare nel mondo. “La mia vita è in pausa, quella vera, perché ne ho paura”.

Perrotta evita il santino e la conferenza mascherata da teatro. Le figure — Enrico IV, l’uomo dal fiore in bocca, Ciampa, il signor Moscarda — non vengono evocate con reverenza, ma convocate, interrogate, disturbate: portate a verificare se abbiano ancora qualcosa da dire, se le loro fratture siano ancora le nostre. Qualcuno, nessuno, centomila non racconta i social come la versione 2.0 dell’identità plurale, intuizione corretta ma ormai acquisita: racconta come l’ansia dello sguardo altrui, il terrore di essere definiti da una parola sola (pazzo, storto, tucano), non si è attenuata con la rete. Si è moltiplicata in un modo che Pirandello non avrebbe potuto immaginare, ma che avrebbe riconosciuto immediatamente.

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Quando il monologo dei buffoni torna, alla fine, lo recitano due facce di una medaglia che nel frattempo hanno attraversato tutto questo. E si sente.

Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop Regia: Mario Perrotta Con: Paola Roscioli, Dalila Cozzolino Drammaturgia: Mario Perrotta, Dalila Cozzolino – Produzione: Permàr Compagnia Mario Perrotta Visto a: Primavera dei Teatri, Castrovillari, maggio 2026

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