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Brasile, Lula spera di battere già al primo duro il fascista Jair Bolsonaro

 L'ex leader sindacale è dato dai sondaggisti al 44%, con un vantaggio di dodici punti su Bolsonaro, al quale viene attribuito il 32% delle intenzioni di voto

Brasile, Lula spera di battere già al primo duro il fascista Jair Bolsonaro
Luiz Inacio Lula da Silva

globalist Modifica articolo

6 Settembre 2022 - 20.54


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Un progressista al posto di un fascista. Sarebbe in ottimo segnale. Già dato per favorito, l’ex presidente brasiliano, il socialista Luiz Inacio Lula da Silva, ha affermato di confidare di poter sconfiggere il presidente uscente, il reazionario filo-fascista Jair Bolsonaro, già al primo turno delle elezioni, previsto il prossimo 2 ottobre. 

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In un messaggio pubblicato sui suoi social network, apparentemente diretto ad attirare il voto utile di chi sostiene altri candidati dell’opposizione, Lula si è detto fiducioso di poter contare subito su una maggioranza superiore al 50% dei voti. ««Non devo vergognarmi di provare a vincere al primo turno. Se chi ha il 5% (di intenzioni di voto nei sondaggi) sogna di arrivare al 40%, perché chi ha più del 40% non può sognare di ottenere qualcosa in più e vincere al primo turno?», si è domandato il leader del Partido de los Trabajadores (Pt), al potere dal 2003 al 2010.

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 L’ex leader sindacale è dato dai sondaggisti al 44%, con un vantaggio di dodici punti su Bolsonaro, al quale viene attribuito il 32% delle intenzioni di voto. A ostacolare la corsa di Lula verso una vittoria al primo turno è soprattutto il Partito Democratico del Lavoro di Ciro Gomez (7%).

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«Dicono che quando sogniamo insieme possiamo realizzare i sogni. Sono convinto che se continuiamo a lavorare come abbiamo sempre fatto, possiamo vincere al primo turno», ha aggiunto Lula. «Mancano poco più di venti giorni. In nessuna delle elezioni che ho disputato abbiamo avuto tante possibilità di risolvere tutto al primo turno come in quelle attuali. E non dobbiamo vergognarci di dirlo», ha poi ribadito il candidato progressista incontrando oggi a San Paolo i capi della decina di partiti che sostengono la sua campagna. 

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