Mariupol, la Russia conferma l'evacuazione di 80 civili dall'acciaieria Azovstal: consegnati alla Croce Rossa
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Mariupol, la Russia conferma l'evacuazione di 80 civili dall'acciaieria Azovstal: consegnati alla Croce Rossa

Lo ha confermato un portavoce dell'Onu, dopo che ieri alcuni funzionari erano arrivati nell'acciaieria per coordinare l'operazione insieme a Ucraina, Russia e Comitato internazionale della Croce rossa.

Mariupol, la Russia conferma l'evacuazione di 80 civili dall'acciaieria Azovstal: consegnati alla Croce Rossa
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1 Maggio 2022 - 19.11


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La Russia ha confermato l’evacuazione di circa 80 civili dall’acciaieria Azovstal, nella devastata città ucraina di Mariupol. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa di Mosca, alcuni di loro sono stati «consegnati» alle Nazioni Unite e alla Croce Rossa. «Ottanta civili, tra cui donne e bambini sono stati salvati», ha affermato il ministero russo in una nota, aggiungendo che «coloro che volevano partire per le aree controllate dal regime di Kiev sono stati consegnati ai rappresentanti delle Nazioni Unite


La giornata

A riferire che oggi ci sarebbe potuta essere una nuova evacuazione erano state qualche ora prima le autorità della città, secondo cui i residenti che vogliano lasciare Mariupol per andare a Zaporizhzhia si sarebbero dovuti presentare alle 16 ora locale, le 15 in Italia, al Port City Mall. “Preghiamo perché tutto funzioni”, avevano scritto su Telegram.

Intanto due gruppi di civili – per un totale di 46 persone – hanno lasciato gli edifici residenziali nei pressi dell’acciaieria Azovstal secondo il ministero della Difesa russo, secondo cui 25 persone sono state evacuate ieri pomeriggio ed altre 21 ieri sera. A tutti sono stati forniti cibo, cure mediche ed una sistemazione.

Secondo il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko, nell’impianto restano ancora un migliaio di civili, alcuni dei quali “sono tra la vita e la morte”.

“Un barlume di speranza”. Così un consigliere del ministero della Difesa ucraino ha definito l’evacuazione dall’area dell’acciaieria Azovstal. “Sono naturalmente piccoli numeri – ha detto Yuri Sak alla Bbc – perché ci sono oltre mille civili ancora intrappolati nell’acciaieria e anche 500 soldati feriti che hanno bisogno di essere evacuati per ricevere la necessaria assistenza medica. La situazione, mentre c’è un barlume di speranza, continua a essere estremamente difficile”.

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