Sondaggi politici: Reputation promuove l'Europa, crolla la Russia
Top

Sondaggi politici: Reputation promuove l'Europa, crolla la Russia

La società Reputation rating ha lanciato un report sul grado di reputazione dei maggiori stati d’Europa e delle Organizzazioni agli occhi dei cittadini. La Russia crolla di quasi 30 punti.

Sondaggi politici: Reputation promuove l'Europa, crolla la Russia
Preroll

globalist Modifica articolo

8 Marzo 2022 - 14.59


ATF

La società Reputation rating ha lanciato un report sul grado di reputazione dei maggiori stati d’Europa e delle Organizzazioni agli occhi dei cittadini.

La lenta ma ponderata reazione di coesione dell’Europa lancia un messaggio positivo per il futuro. In seguito all’invasione dell’Ucraina da parte di Putin e l’improvviso inasprimento degli equilibri geopolitici mondiali, l’Europa sembra ad un punto di svolta positivo nel suo ruolo nel conflitto.
A incidere maggiormente risultano i Driver reputazionali: Leadership e Csr (Responsabilità Sociale).

Gli stakeholder con la reazione più positiva sono soprattutto i cittadini e le istituzioni europee e Ucraine.

Emerge dalla nuova analisi realizzata dal Reputation Rating, motore di ricerca e comparazione di Brand basato su un algoritmo che offre una valutazione completa, tangibile, affidabile e imparziale della Reputazione di Paesi e Organizzazioni. Prendendo in considerazione il periodo di conflitto in esame, tra fine febbraio e inizio marzo 2022, il sistema di provvedimenti economici e politici adottati dall’Europa in risposta alle azioni belliche di Vladimir Putin, stanno garantendo una crescita reputazionale vicina a 18 punti percentuali, mentre continua il calo su ogni fronte della reputazione percepita della Russia (-28.91% in una settimana).

Alla rapida débâcle del conflitto tra Russia e Ucraina, accelerato dall’annuncio – e successiva attuazione – di un’inattesa azione militare speciale di Vladimir Putin, l’Europa ha mostrato in un primo momento una certa lentezza, figlia della farraginosa coesione politica che sovente ha mostrato quando veniva chiamata a decidere da ”ente unico”

Leggi anche:  Ondata di arresti in Russia: vietato manifestare per la morte di Navalny

La prima risposta è stata sanzionare limitatamente singoli soggetti vicini a Putin e singole banche, in aggiunta alle sanzioni già esistenti dall’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014. Ma ad oggi si registra un clima geopolitico nettamente differente, e l’Europa non è stata a guardare.

“Di concerto con Usa e G7, le sanzioni economiche sono, ad oggi, senza precedenti, crescendo a poco a poco in ampiezza e intensità.

L’economia Russa è fortemente congestionata ed esclusa da gran parte dei rapporti commerciali mondiali. La paura per le conseguenze umane e sociali del conflitto in Ucraina, fanno presto il pari con le riflessioni economiche e politiche: la Russia è un attore cruciale per l’equilibrio energetico dell’Europa (in particolare per il gas naturale). Il rublo è crollato fino al 30% rispetto al dollaro e la Banca centrale russa ha più che raddoppiato in un solo giorno i suoi tassi di interesse: un tracollo repentino e drastico, che racconta da solo quanto sia esclusa oggi la Russia”, spiega ReputationRating.

Leggi anche:  I servizi di Mosca non perdonano: scovato in Spagna e ucciso un pilota che si era consegnato all'Ucraina

“Ma la forte risposta dell’Europa esula i confini geopolitici ed economici. Per la prima volta l’European Peace Facility fornirà concretamente armi e assistenza tecnica al governo ucraino: un’ipotesi impensabile solo fino a poco più di una settimana fa. Inoltre, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, negli ultimi giorni ha aperto all’adesione accelerata dell’Ucraina all’Unione europea: un altro scenario che mostra flessibilità e prontezza da parte dell’Ue”, prosegue l’analisi.

La ricerca reputazionale è stata effettuata incrociando dati derivanti da: analisi di media intelligence delle principali testate internazionali e nazionali; Web reputation analysis; indagini statistiche e finanziarie pubbliche. Il tutto sotto la lente dell’algoritmo brevettato del Reputation Rating. Scendendo più nel dettaglio dell’aumento reputazionale rilevato dal Reputation Rating, notiamo che ad essere maggiormente cresciuti sono i Driver della Leadership (+23.51%); e della Csr (Responsabilità Sociale) (+22.75%)

‘Queste prime analisi reputazionali lanciano un messaggio positivo di speranza per il futuro, in un contesto geopolitico così delicato e teso come quello che stiamo vivendo. Putin sembra essere stato preso alla sprovvista da una reazione inaspettatamente forte da parte dell’Europa e delle altre democrazie occidentali. In campo reputazionale, l’Europa ha impartito una vera e propria lezione: rispetto delle aspettative degli stakeholder;

Leggi anche:  Navalny, il Cremlino: "Noi non coinvolti, ci saranno accertamenti conformi alle leggi russe"

governance snella che non ha impedito l’adottare repentino di provvedimenti; ottima comunicazione della crisi. Ma, più di ogni cosa, ha mostrato di saper mettere al centro delle proprie decisioni la responsabilità sociale e umana nei confronti delle popolazioni ucraine colpite dal conflitto”, commenta così Davide Ippolito, cofondatore di Reputation Rating.

A percepirlo, e dunque parliamo di Stakeholder, sono per lo più i Cittadini e Istituzioni europee e ucraine (+21.31%) come rilevato specialmente dalla Sentiment Analysis che tra blog post, Social, Blog e Forum ha registrato un Sentiment positivo (addirittura dell’87%) attorno alle principali keyword vicine alle posizioni e ai provvedimenti dell’Europa, e in favore e solidarietà del popolo ucraino.

Joe Casini, cofondatore di Reputation Rating, commenta così questo calo: ”La repentina escalation alla quale abbiamo assistito sul fronte Russo-Ucraino non stupisce se si legge la realtà sotto la grande lente dei sistemi complessi. Tutto, oggi, è amplificato con l’avvento delle reti. Un problema locale diventa subito globale, anche a livello politico. L’auspicio è che dal conflitto si tragga una lezione: bisogna fare ancora molti passi in avanti nella cooperazione internazionale, abbondonando i nazionalismi e rivedendo le garanzie alla base della tutela dell’uomo, in quanto cittadino del mondo globalizzato”.

Native

Articoli correlati