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Bartolo accusa la Ue sui migranti: "Al confine polacco regnano disumanità, crudeltà e malvagità"

L'ex medico di Lampedusa: "Da una parte c'è Lukashenko, un dittatore che utilizza le persone per minacciare l'Ue e dall'altra parte c'è il Governo polacco che continua a negare il rispetto dei diritti umani e degli accordi internazionali"

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Pietro Bartolo

globalist

3 Dicembre 2021


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Pietro Bartolo, europarlamentare ed ex medico di Lampedusa, impegnato per 30 anni in prima linea nell’assistenza sanitaria dei migranti sbarcati sulla più grande delle Pelagie, ha tristemente sottolineato come “negli ultimi anni la gestione del fenomeno migratorio è cambiata in peggio. Basta vedere quello che succede lungo la rotta balcanica, dove sono stato due volte, in Grecia dove la situazione è terrificante, e al confine tra la Polonia e la Bielorussia, dove regnano disumanità, crudeltà e malvagità. Lo stesso Patto sulla migrazione presentato dalla Commissione europea è una schifezza”.

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Lo scorso week-end Bartolo è stato proprio nella foresta polacca, dove “si consuma l’orrore”: “Sono arrivato sino alla foresta di notte – racconta – una cosa terrificante. Una ragazza ha partorito ed è morta insieme al suo bimbo. Si respira la paura tra i volontari e gli attivisti. È un inferno”.

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“Da una parte c’è Lukashenko, un dittatore che utilizza le persone per minacciare l’Ue – dice ancora -, e dall’altra parte c’è il Governo polacco che continua a negare il rispetto dei diritti umani e degli accordi internazionali”. 

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Proprio lungo quel confine, tornato alla ribalta della cronaca, il medico dei migranti ha visto “tanta gente, tanti polacchi, sfidare la polizia, rischiare multe e persino il carcere per aiutare i migranti, anche solo per portare loro una bottiglia d’acqua e qualche coperta. Ho visto tanto coraggio e un’umanità impressionante”.

Il dito è puntato contro l’Europa: “Si dà solidarietà alla Polonia, mentre gli unici a cui andrebbe data sono le persone che in quella foresta stanno morendo. I confini si difendono dai nemici, da chi viene armato, non certo da uomini, donne e bambini che là muoiono. E’ una vergogna di cui tutti siamo responsabili”.  

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Una responsabilità nella mancata gestione del fenomeno migratorio che chiama in causa anche l’Italia: “Non dimentichiamo i decreti Sicurezza dei precedenti Governi che hanno fatto diventare un reato salvare le persone e criminalizzato le ong. Una cosa inaccettabile”. 

La soluzione per Bartolo sono canali di ingresso legali: “Se la Commissione e il Consiglio Ue decidessero di far arrivare questa gente con corridoi umanitari eviteremmo inutili morti”. Invece, ancora una volta, è la tesi dell’europarlamentare, si continua a “non voler gestire un fenomeno, quella della migrazione, che è strutturale. Continuano a parlare di ‘emergenza sbarchi’. Ma di quale pressione alle frontiere parliamo? Di 3-5-7mila persone? Questi sono i nostri nemici da cui dobbiamo difenderci? Sono poche migliaia di persone e, invece, passa il messaggio dell’invasione, prestando il fianco a Lukashenko che utilizza questa trappola come arma di ricatto. La verità è che in Europa la situazione è decisamente peggiorata, si invocano muri e assistiamo a una sempre più grave perdita di umanità”.

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