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A Varsavia sfilano i fascisti col consenso del Governo: presente anche Forza Nuova

Quest’anno la manifestazione capita in un momento in cui la tensione al confine polacco-bielorusso è altissima

La marcia neofascista a Varsavia
La marcia neofascista a Varsavia

globalist

11 Novembre 2021 - 14.57


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Nonostante la Polonia sia tra i paesi europei con un altissimo numero di contagi da Covid-19 (solo ieri, 10 novembre, sono stati 18.546, con centinaia di morti), oggi per le strade di Varsavia sfila l’annuale marsz niepodleglosci (Marcia per l’indipendenza). L’11 novembre è infatti il giorno in cui si celebra l’anniversario della nascita della Seconda Repubblica di Polonia e la giornata, dal 2008, è diventata l’occasione per le frange più estreme della destra nazionalista polacca per scendere in piazza con manifestazioni molto impressionanti sia per numero di persone che partecipano, sia per gli slogan dichiaratamente razzisti, omofobi e misogini sbandierati dai manifestanti.

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Quest’anno la manifestazione capita in un momento in cui la tensione al confine polacco-bielorusso è altissima, con il dittatore Lukashenko che minaccia di far entrare in Polonia migliaia di migranti, in questo momento ammassati ai confini tra i due paesi al freddo di novembre, con diversi episodi di violenza da parte di entrambi i paesi sulla pelle di queste persone.

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Sarà anche per questa ragione che il governo polacco, di destra e molto conservatore, guidato da Morawiecki, sta deliberatamente ignorando il fatto che la grossa manifestazione -possiamo dirlo – filo fascista che sta avvenendo a Varsavia vada contro tutte le regole anti-Covid e rappresenti un enorme pericolo di focolaio non solo per la Polonia, ma per l’Europa, dato che sono molti i rappresentanti di altre forze estremiste europee che partecipano alla marcia (gli scorsi anni aveva fatto notizia in Italia la partecipazione di Forza Nuova, che è presente anche quest’anno).

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L’opposizione polacca sta accusando il partito al governo, il PiS (Prawo i Sprawiedliwość, Diritto e Giustizia) di star fomentando i sentimenti nazionalisti più estremi per indirizzare l’odio delle persone verso Lukashenko e la minaccia bielorussa dei migranti. Negli scorsi giorni, le autorità di Varsavia avevano chiesto e ottenuto che la marcia non si tenesse, ma l’Ufficio per i Veterani di Guerra e le Vittime di Oppresione, un organo del governo polacco, ha dato il suo patrocinio alla manifestazione, di fatto autorizzandola.

Notes from Poland, un account Twitter di giornalismo indipendente, sta raccontando in inglese cosa sta succedendo alla marcia. Si leggono diversi episodi preoccupanti, come il fatto che un’attivista per i diritti Lgbtqi+ sia stato portato via dalla polizia, e che i manifestanti stiano bruciando immagini del leader dell’opposizione, Donald Tusk, ex presidente del Parlamento europeo, e bandiere tedesche. Non mancano bandiere con simboli nazisti, e tra l’altro segnala la presenza di Antoni Macierewicz, un leader del PiS, scortato dalla polizia. Ovviamente, sono presenti manifesti contro le persone Lgbtqi+, i migranti e l’Unione Europea. Il tutto con il tacito consenso del Governo.

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