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Borrell: "Stop alla presenza militare occidentale in Afghanistan, l'Ue sostenga la gente"

Il vicepresidente della Commissione: “La Ue dev’essere in grado di intervenire per proteggere i propri interessi quando gli americani non vogliono essere coinvolti"

Josep Borrell
Josep Borrell

globalist

30 Agosto 2021 - 11.09


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La catastrofe che sta andando in scena in Afghanistan fa interrogare gli alti vertici europei su come comportarsi adesso.

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“Questa è in primo luogo una catastrofe per gli afghani, un fallimento per l’Occidente e un punto di svolta per le relazioni internazionali. Ma è la fine della guerra?”, si chiede il vicepresidente della Commissione e alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea Josep Borrell.

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Per poi rispondersi che semmai ”è la fine della presenza militare occidentale in Afghanistan. Non sono sicuro che gli afghani stessi non inizino a combattersi fra di loro. Ma di sicuro per noi questa non è la fine della questione, perchè dobbiamo continuare a sostenere la gente in Afghanistan”.

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L’alto rappresentante sottolinea: “La Ue dev’essere in grado di intervenire per proteggere i propri interessi quando gli americani non vogliono essere coinvolti. La nostra “First Entry Force” dovrebbe essere composta di cinquemila soldati in grado di mobilitarsi a chiamata rapida”.
Quindi, se la maggior parte delle critiche si concentrano su Biden, come ne esce invece l’Europa? Borrell ha ricordato che “dall’inizio i membri europei della Nato hanno mandato le loro truppe donne e uomini di grande valore e abbiamo speso molto denaro” ma detto ciò, sostiene l’Alto rappresentante Ue, “come europei non abbiamo avuto un approccio chiaro e che fosse nostro. Il primo obiettivo era combattere Al Qaeda e lo abbiamo fatto”.

A suo avviso, “poi c’era un secondo obiettivo più confuso: cercare di costruire uno Stato moderno. E in questi vent’anni qualcosa è stato fatto, non possiamo essere negativi su questo: fra l’altro, abbiamo permesso a tre milioni di bambine di andare a scuola. Ma la costruzione di uno Stato moderno non ha avuto tempo di mettere radici profonde. Dunque come europei abbiamo la nostra parte di responsabilità, non è stata solo una guerra americana”.
Quindi Borrell sottolinea: “Il presidente Biden è stato chiaro nel dire che gli Stati Uniti in Afghanistan hanno fatto ciò che dovevano fare. Hanno formato, armato e organizzato un esercito nazionale ha detto e ora è tempo che gli afghani risolvano da soli i loro problemi. Faccio riferimento a questa riflessione di Biden, quando dico che gli Stati Uniti non sono più disposti a combattere le guerre degli altri. E’ così. Quanto a questo, c’è un certo disimpegno dell’America dall’arena mondiale. Ma dobbiamo usare questa crisi per rafforzare la relazione transatlantica, rendendola più equilibrata. Non è il momento di disimpegnarci”.

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E per essere più chiaro aggiunge: “Come europei, dobbiamo usare questa crisi per imparare a lavorare di più insieme. E per rafforzare l’idea dell’autonomia strategica. Dovremmo essere in grado di muoverci anche da soli. Rafforzando le nostre capacità, rafforziamo la Nato”.

 

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