Gentiloni attacca la Nato: "Missione in Afghanistan disastrosa, serve un grande rilancio comune"

Il commissario all’economia Ue trova poi la risposta del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg: "L'Europa ha ancora bisogno di noi"

Gentiloni e Stoltenberg

Gentiloni e Stoltenberg

globalist 26 agosto 2021

Le visioni sulla gestione della questione Afghanistan sono diverse: quel che è certo è che le forze occidentali non hanno fatto al meglio il proprio lavoro di protezione del popolo afghano, lasciandolo colpevolmente in mano alla potenza talebana.

Si scontrano proprio due punti di vista opposti: quello del commissario all’economia Ue Paolo Gentiloni e  del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. L’uno è convinto che dopo il “disastro” della missione Nato in Afghanistan sia arrivata “l’ora dell’Europa” e di un “grande rilancio comune, a partire dalla difesa”.

L’altro, invece, pensa che l’Europa abbia ancora bisogno della Nato, perché non in grado di difendersi da sola.

Entrambi sostengono il fallimento della missione militare della Nato. Anche se Stoltenberg sottolinea come, con l’Alleanza, siano stati permessi “importanti progressi sociali” nel Paese.

“Non si possono chiudere gli occhi di fronte al fatto che la più importante missione militare della storia della Nato si è conclusa in modo disastroso” afferma il commissario Ue.

Per l’ex premier norvegese invece la Nato deve “saper analizzare le sfide affrontate e gli errori commessi.

“L’Alleanza atlantica deve sapersi criticare. Ciò detto, potevamo aspettarci di più dopo 20 anni di investimenti nelle forze armate afghane” dichiara Stoltenberg a un gruppo di quotidiani europei.
Il segretario generale spiega anche che la disfatta dell’esercito afghano è da imputare a una “assenza di leadership” sia politica che militare.
Tuttavia, secondo Gentiloni, proprio da questa debacle può “scaturire l’ora dell’Europa”. “L’Ue ha una ripresa economica che va al di là delle più ottimistiche previsioni e che sarà rafforzata dai Recovery. Non può permettersi un eccesso di debolezza geopolitica” commenta l’ex premier italiano. Gentiloni afferma che “Il Paese più riluttante a un rafforzamento delle capacità autonoma di difesa europea è sempre stata la Francia”.

“Ora però è diventato il Paese più favorevole - osserva l’ex premier - E la Germania, in 15 anni è passata da grande riluttante a totale sostenitore”.

Secondo il commissario Ue, in futuro i Paesi Ue dovranno essere “gli alleati autonomi degli Usa”. 

Una prospettiva, quella di Gentiloni, stroncata da Stoltenberg, secondo cui l’“Unione europea non sarà mai in grado di difendere l’Europa”. In parte per “motivi finanziari” e in parte per “motivi geografici”, spiega il segretario generale Nato. 

E insiste sul bisogno di un legame transatlantico per una “credibile difesa dell’Europa”. Stoltenberg chiosa: “Qualsiasi tentativo di indebolire il legame transatlantico non solo indebolirebbe la Nato, ma dividerebbe anche la stessa Europa”.