Un terzo George Bush entra in politica: ma si schiera con Trump

Il figlio di Jeb si è candidato ad attorney general in Texas. Ma nel suo discorso non ha invocato la sua famiglia repubblicana ma l'ex presidente

George P. Bush

George P. Bush

globalist 4 giugno 2021

Una dinastia repubblicana alle spalle e una strada da seguire già costruita per lui: un terzo Bush destinato a diventare protagonista della politica americana, candidandosi come attorney general in Texas.

La sua posizione è però molto lontana da quella dei suoi parenti illustri, apertamente schierati contro le politiche di Trump nonostante la stessa provenienza repubblicana.

George P. Bush, 45enne figlio di Jeb, nel video in cui ha annunciato la sua candidatura non ha mai fatto riferimento alla sua dinastia politica, al nonno George H. ed allo zio George W. ex presidenti.

Ma invece ha apertamente corteggiato Donald Trump, arrivato alla Casa Bianca nel 2016 dopo aver stracciato il sogno presidenziale del padre Jeb, ex governatore della Florida, avviando una vera e propria faida tra lui e la dinastia Bush.

"Sotto la leadership del presidente Trump il nostro Paese è tornato ad essere forte e vibrante, ma a causa della leadership fallimentare degli ideali liberal ora sta soffrendo", ha detto l'attuale land commissioner del Texas che ora punta a diventare attorney general nelle elezioni del prossimo anno. Una presa di posizione che mostra come anche nel Texas dei Bush ormai Trump abbia una salda presa sull'elettorato repubblicano.

George P. Bush dovrà infatti sfidare nelle primarie l'attuale attornei general Ken Paxton, fervente sostenitore di Trump che lo scorso anno si è fatto promotore del ricorso alla Corte Suprema contro le vittorie di Joe Biden negli stati chiave.

In effetti, il giovane Bush già in passato si era allineato con Trump, per ottenere il sostegno dell'allora presidente all'attuale incarico. E nel 2019, quando partecipò ad un evento elettorale in Texas, Trump di lui disse che era "l'unico Bush che ha capito come stanno le cose”.