Reazioni avverse nei vaccini anti-Covid? Pfizer supera AstraZeneca per numero di segnalazioni
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Reazioni avverse nei vaccini anti-Covid? Pfizer supera AstraZeneca per numero di segnalazioni

Il terzo rapporto di farmacovigilanza sui vaccini anti-Covid dell’Aifa: "Su 9 milioni di dosi inoculate, segnalati circa 46 mila reazioni: di queste solo il 7,1% è risultata di grave entità"

Vaccino AstraZeneca
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19 Aprile 2021 - 12.04


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La campagna vaccinale ha subito dei forti rallentamenti anche a causa dei casi di trombosi che si sono verificati in seguito all’assunzione del vaccino AstraZeneca. Sorge spontanea la domanda: quanti sono i casi in Italia e quali sono gli effetti collaterali? Nel terzo rapporto di farmacovigilanza sui vaccini anti-Covid dell’Aifa sono state spiegate le reazioni avverse.

Su 9 milioni di dosi inoculate, segnalati circa 46 mila reazioni: di queste solo il 7,1% è risultata di grave entità. E nella “classifica” dei vaccini Pfizer/BioNTech supera AstraZeneca per eventi segnalati.

Di seguito i dettagli dei dati inerenti il periodo 27 dicembre 2020 – 26 marzo 2021 illustrati dal report.

Quanto e quando avvengono le reazioni avverse

“Sono state 46.237 le segnalazioni di reazioni avverse, su un totale di 9.068.349 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 510 ogni 100 mila dosi), registrate nella Rete nazionale di farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 marzo 2021 per i tre vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso”, spiega l’Agenzia italiana del farmaco nel rapporto.

Gli eventi segnalati insorgono in prevalenza “lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (87% dei casi)”, precisa l’Aifa.
Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono “febbre, cefalea, dolori muscolari o articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, in linea con le informazioni note sui vaccini finora utilizzati in Italia”, aggiungono gli esperti.

Il numero delle reazioni gravi segnalate

Delle 46.237 reazioni avverse “il 92,7% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari”. Le segnalazioni gravi corrispondono “al 7,1% del totale, con un tasso di 36 eventi gravi ogni 100 mila dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione”.

La “classifica” dei vaccini

“La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty, ovvero Pfizer/BioNTech (81%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (68% delle dosi somministrate), con un aumento delle segnalazioni per il vaccino Vaxzevria, già conosciuto come AstraZeneca (17%) – sottolinea il report dell’Aifa – a seguito dell’incremento dell’uso di questo vaccino (27% delle dosi somministrate).
Le segnalazioni relative al vaccino Moderna rappresentano invece il 2% del totale e sono proporzionali al numero più limitato di dosi somministrate (5%)”.

I decessi e il nesso di causalità

Nel periodo che va dal 27 dicembre 2020 al 26 marzo 2021, in Italia sono stati segnalati 100 casi di decesso correlati temporalmente alle vaccinazioni anti-Covid con uno dei tre vaccini finora disponibili, ovvero quelli di Pfizer, Moderna e AstraZeneca.
Solo per uno di questi casi è stata però al momento provata una correlazione diretta con l’immunizzazione. In questo arco temporale, sono 76 i decessi segnalati dopo la vaccinazione con Pfizer, 12 con il vaccino Moderna e 12 con quello AstraZeneca.
Il tasso generale di segnalazione per i decessi è pari a 1,1 casi ogni 100mila dosi di vaccino somministrate. In particolare, per il vaccino Pfizer-Comirnaty è pari a 1,1 su 100mila dosi, per Moderna è di 2,8 e per il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca è pari a 0,7. La distribuzione per tipologia di vaccino, sottolinea l’Aifa, “dipende in parte dal diverso numero di dosi somministrate per i vari vaccini nelle varie fasce d’età”.

Le valutazioni dettagliate dei casi, avverte inoltre l’Agenzia del farmaco, “suggeriscono l’assenza di responsabilità del vaccino nella maggior parte di questi, in quanto si tratta spesso di soggetti con patologie intercorrenti o pregresse. Di conseguenza, sia la valutazione della causa di morte che l’attribuzione del nesso di causalità risultano complesse”.
Per ora, il 64% delle segnalazioni con esito fatale (pari a 64 sui 100 casi segnalati) è stato valutato e il 36% non ancora.
Rispetto al totale delle segnalazioni con esito fatale, il nesso di causalità è risultato non correlabile nel 38% dei casi, indeterminato nel 22% e inclassificabile nel 3%.
Il nesso di causalità “risulta correlabile in 1 sola segnalazione, relativa ad un uomo di 79 anni” con patologie pregresse e vaccinato cin un vaccino a mRna.

Gli eventi trombo embolici

Una specifica parte del report è dedicata agli eventi tromboembolici dopo la somministrazione del vaccino Vaxzevria, ovvero AstraZeneca. 
Si sono verificati, entro 2 settimane dalla vaccinazione, spiega l’Aifa, “dei casi molto rari di trombi associati a bassi livelli di piastrine nel sangue”.
Su un totale di 62 casi inseriti nella rete europea Eudravigilance, in Italia sono stati segnalati 7 casi (con 2 decessi) di trombosi dei seni venosi intracranici e 4 casi (con 2 decessi) di trombosi di più vasi sanguigni in sede atipica sui 24 inseriti nello stesso periodo nella rete Ue.

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