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Comincia il secondo Ramadan in pandemia: ecco le restrizioni in ogni paese

A Gerusalemme moschee accessibili solo all'aperto, con mascherine e distanze. No a qualsiasi tipo di aggregazione in Iran

Moschea ramadan
Moschea ramadan

globalist

13 Aprile 2021 - 10.48


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Comincia il secondo Ramadan in piena pandemia: le condizioni sono migliori rispetto al 2020, ma i fedeli musulmani si trovano a doversi districare tra le molte restrizioni legate al contagio.

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Il periodo arriva in un momento in cui in tutto il mondo, compresi molti Paesi a maggioranza musulmana, è in piena emergenza per un’intensa ondata di infezioni.

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E il mese sacro per i fedeli dell’Islam vuol dire di solito anche preghiere di gruppo, riunioni, pasti comuni al termine del digiuno quotidiano. 

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Oms: “L’anno scorso revoche imprudenti per consentire le celebrazioni” – Alcuni Paesi stanno imponendo restrizioni ai consueti rituali legati alla ricorrenza. Se da un lato i fedeli cercano di catturare quanto più possibile lo spirito del Ramadan, dall’altro la preoccupazione per il contagio resta molto alta. Il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per il Mediterraneo orientale Ahmed Al-Mandhari avverte: “La mancanza di tenuta dello scorso Ramadan, la frettolosa revoca del coprifuoco imposto all’epoca e la riapertura dei luoghi di culto delle congregazioni hanno portato a gravi conseguenze che sono durate per mesi”. 

Ramadan e consuetudini – Le regole dell’Islam, che interessa più di un miliardo e mezzo di musulmani in tutto il mondo, dicono che durante il Ramadan, che durerà fino al 12 maggio, c’è l’obbligo di digiuno giornaliero, interrotto solo dal tramonto all’alba. Nel 2020, all’inizio del Ramadan, luoghi santi, moschee, ristoranti e negozi erano tutti chiusi, mentre quest’anno le misure sono più blande e consentiranno, a secondo dei diversi contesti, di rispettare almeno in parte i riti religiosi e le usanze sociali. 

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La Mecca – La novità principale riguarda la Mecca, la città santa dell’Islam, che sarà sanificata 10 volte al giorno, con ben 60mila litri di gel, e che potrà accogliere solo i fedeli immunizzati: sarà ammesso chi ha già ricevuto almeno una dose di vaccino o chi è guarito dal virus. Per chi trasgredisce, dicono le autorità saudite, ci saranno multe molto alte. 

Gerusalemme – A Gerusalemme l’anno scorso la moschea di Al Aqsa, terzo luogo santo per l’Islam, rimase deserta. Quest’anno si prevede che durante il Ramadan i fedeli potranno aver accesso sulla Spianata, ma solo all’aria aperta e rispettando il distanziamento. 

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Iran e Siria – Le moschee rimarranno aperte con orari ridotti e con l’imposizione del distanziamento sociale. L’Iran sabato ha decretato un nuovo lockdown di 10 giorni in gran parte del Paese, di fatto bandendo ogni forma di aggregazione, assicurata invece in Siria dove la popolazione, stremata dalla crisi e dall’insicurezza alimentare, vede nel Covid l’ultima minaccia alla sopravvivenza. L’agenzia governativasiriana Sana ha mostrato immagini di persone intente a fare la spesa nei mercati ortofrutticoli prima dell’inizio del Ramadan senza rispettare le distanze e senza la mascherina. 

Libano – Nel vicino Libano è polemica tra la commissione governativa scientifica anti-Covid e il governo, che ha posticipato di due ore l’inizio del coprifuoco notturno per consentire a ristoratori e negozianti di vendere le loro merci, ad asporto, anche durante l’iftar, la tradizionale rottura serale del digiuno. 

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Dubai – Il coprifuoco notturno è stato imposto un po’ dovunque in tutto il Medio Oriente, mentre a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove la percentuale dei vaccinati è altissima, si può girare fino a tarda notte e i mezzi pubblici circoleranno fin oltre la mezzanotte nel fine settimana. 

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