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Vignetta di Charlie Hebdo su Erdogan: un pm turco chiede 4 anni di carcere per gli autori

Ad Ankara un processo contro la fumettista Alice Petit e tre manager del settimanale di satira. Ma loro sono in Francia

Erdogan e Macron
Erdogan e Macron

globalist

26 Marzo 2021 - 22.08


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La Turchia di Erdogan, da molto tempo accusata di non rispettare più quelli che sono i principali e fondamentali diritti umani, uscendo anche in maniera clamorosa dalla Convenzione per i diritti delle donne una settimana fa, oggi compie un altro gesto teso a limitare e condannare il diritto alla satira.
Un pubblico ministero turco infatti ha chiesto fino a quattro anni di reclusione nei confronti di quattro collaboratori del settimanale satirico francese Charlie Hebdo che accusa di aver “insultato” il presidente Recep Tayyip Erdogan in una vignetta pubblicata lo scorso anno.
I quattro collaboratori accusati di Charlie Hebdo sono la fumettista Alice Petit e tre manager del famoso settimanale, Gerard Biard, Julien Serignac e Laurent Sourisseau.
La pubblicazione di questa vignetta, in ottobre, aveva suscitato l’indignazione di Erdogan in un contesto di aspre tensioni diplomatiche tra Ankara e Parigi.
Nella vignetta c’era disegnato il presidente turco in mutande, birra in mano, mentre sollevava l’abito di una donna velata, ed esclamava: “Oh! Il profeta!”.
Nel suo atto d’accusa, che deve ancora essere formalmente avallato da un tribunale per l’inizio di un processo che sarebbe in contumacia (per via dell’assenza degli imputati in Turchia), il pubblico ministero turco ritiene che la vignetta “non rientri in alcun modo nell’ambito della libertà di espressione o di stampa”, e la descrive come “volgare, oscena e disonorevole”.
Dopo la sua pubblicazione, Erdogan ha denunciato un “vile attacco” commesso da “furfanti”.

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