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Capitol Hill dimostra: la polizia americana è creata per il White Power

I manifestanti del BLM sono stati accolti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Il groppo pro-Trump ha scattato dei selfie con la polizia.

Polizia Usa
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7 Gennaio 2021 - 15.37


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di Erika Suban 

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L’ex presidente Barack Obama, come spesso fa, ha riassunto eloquentemente la situazione. Ha parlato di violenza, di incitamento da parte del presidente in carica, di menzogne ripetute, di un’elezione legittima e di disonore e vergogna per la nazione. Ma, soprattutto, ha detto “ci prenderemmo in giro da soli se dicessimo che quello che e’ successo sia una sorpresa”.
Se lo aspettavano. Ce lo aspettavamo tutti. Da mesi. Da anni. Da quando Trump ha vinto le elezioni, se non da prima. Da quando era evidente che c’erano tanti americani scontenti e arrabbiati, ma soprattutto da quando la loro rabbia viene fomentata senza tregua da fonti ufficiali e soprattutto dal presidente in persona. Durante i suoi rally, nei suoi tweets, nei suoi gesti.
Persino la differenza di trattamento da parte della polizia non era poi una sorpresa. I manifestanti del BLM sono stati accolti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Il groppo pro-Trump ha scattato dei selfie con la polizia.
Eppure l’America che ama i simboli, quella che si mette la mano sul cuore quando sente l’inno nazionale e si alza in piedi alla vista della bandiera a stelle e strisce (ovvero la maggior parte della popolazione), ha reagito con disgusto alla vista di un gruppo di disperati che prende d’assalto il Campidoglio di Washington DC.
Bandiere confederate e cappelli di pelliccia con le corna. Siamo sul set di un western? No, questa volta la realtà ha superato le aspettative di qualunque film.
I commenti sui social media arrivano immediatamente: quando le donne e Black Live Matters hanno marciato, hanno portato minivan, droni, CIA, NSA, cani, gas, hanno blindato tutto. Oggi la porta del simbolo della democrazia americana sembrava fosse rimasta aperta. Trump ha detto di no alla richiesta di Washington DC di avere la Guardia Nazionale.
“Sembra che gli zombi abbiano raggiunto il Congresso” scrive Rico su Facebook.
“La polizia sta permettendo che succeda. La polizia americana è stata creata per il WHITE POWER. ” scrive l’attivista Shaun King su Instagram.
Compaiono un po’ ovunque le immagini della polizia durante le proteste di BLM accanto a quelle di oggi, una accanto all’altra. “Double standard” scrivono molti. Due pesi e due misure.
“Ora Trump invoca leggi marziali, fa slittare la proclamazione di Biden e sgancia bomba su Iran in accordo con i sauditi” scrive un pessimista.
L’unica volta che il Congresso venne evacuato fu durante il 9/11, quando si pensava che ci fosse un aereo in arrivo per attaccare la capitale. “Questa volta l’evacuazione è stata causata dal presidente degli Stati Uniti” dice ai media il rappresentante del Congresso Brendan Boyle, che aggiunge “La vera minaccia non sono queste persone, ma quelli che li hanno istigati e incitati.”
Le immagini dei “protester” fanno subito il giro del mondo. Felici e quasi soppressi di essere entrati a Capital Hill così facilmente. Arrivano le reazioni, persino in Turchia si dicono preoccupati. Il presidente eletto Joe Biden fa una conferenza stampa. La democrazia è sotto attacco, è una situazione senza precedenti, dice. Ripete le stesse parole, assalto, chaos, sedizione, aggressione, non è protesta, è insurrezione. Devono finire adesso, dice fermamente. Ci vuole il ripristino della decenza.
E Donald Trump cosa fa? Resta in silenzio a lungo, per troppo tempo. Poi pubblica un video su twitter. Parla di elezioni rubate, e di amore per queste “persone speciali”, ma chiede loro di andare a casa, perché la violenza contro la polizia non va bene. Il suo video non si può condividere. Twitter lo ha censurato: questa affermazione di frode elettorale è contestata e questo Tweet non può essere commentato o ritwittato a causa del rischio di violenza. Facebook decide di “adottare misure di emergenza appropriate, inclusa la rimozione del video del presidente Trump. Lo abbiamo rimosso perché a conti fatti crediamo che contribuisca piuttosto che diminuire il rischio di violenza in corso”.
Siamo ad un punto di svolta? Dopo 4 anni in cui Donald Trump sembrava poter fare sempre quello che voleva. “Non è un buon momento per la nostra immagine e per i valori che rappresentiamo” dice ai media Leon Panetta, ex deputato ed ex capo di gabinetto di Bill Clinton. L’ex Presidente George Bush commenta: “Sono sconvolto dal comportamento sconsiderato di alcuni leader politici sin dalle elezioni e dalla mancanza di rispetto dimostrata oggi per le nostre istituzioni, le nostre tradizioni e le nostre forze dell’ordine “. Il repubblicano Markwayne Mullin, che ha sempre sostenuto Trump, rincara la dose: “Ho la mia posizione, ma non ci sono scuse per quello che è successo oggi.”
Non ci sono scuse. Nemmeno per Mitch McConnell, che ha difeso Trump per 4 anni. “Credo che proteggere il nostro ordine costituzionale richieda il rispetto dei limiti del nostro potere. Voterò per rispettare la decisione dei popoli e difendere il nostro sistema di governo come lo conosciamo” ha annunciato.
Stephanie Grisham, ex direttrice delle comunicazioni della Casa Bianca e attuale capo del personale della first lady Melania Trump, ha presentato le sue immediate dimissioni. Seguita da Sarah Matthews dell’ufficio stampa.
Arriva la guarda nazionale, i manifestanti sono allontanati in meno di un’ora. Una donna viene ferita all’interno del Congresso e perde la vita. I rappresentanti eletti che erano arrivati questa mattina per contare i voti degli elettori secondo tradizione, invece di spaventarsi, reagiscono con sdegno e rabbia. E tornano tutti a Capitol Hill, a finire il lavoro. I trumpisti sembrano essere riusciti dove Trump non era riuscito. Hanno indignato persino Mike Pence. Repubblicano e democratici sembrano d’accordo per la prima volta in anni. E per la prima volta il mondo ha visto l’America come lo stato libero di Bananas.

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