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Le drammatiche lettere di Zaki dal carcere: "Il mio stato mentale non sta molto bene"

Le due lettere sono datate 22 novembre e 12 dicembre: "Le recenti decisioni sono deludenti. Ho un forte dolore alla schiena e mi servono antidolorifici per dormire meglio"

Lettere di Zaki
Lettere di Zaki

globalist

12 Dicembre 2020 - 15.30


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Due lettere di Patrick Zaki, datate 22 novembre e 12 dicembre, sono state ricevute solo oggi dalla famiglia.
Nei giorni scorsi è avvenuta un’udienza, in cui non è però avvenuta la scarcerazione.

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“Ho ancora problemi alla schiena – dice Zaki – e ho bisogno di un forte antidolorifico e prodotti che mi aiutino a dormire meglio. Il mio stato mentale non sta molto bene dall’ultima udienza. Continuo a pensare all’università e all’anno che ho perso senza che nessuno capisse il motivo di tutto questo”.

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I passaggi di una delle due drammatiche lettere inviate da Patrick Zaki, dal carcere di Tora in Egitto, alla sua famiglia, pubblicate sulla pagina Facebook ‘Patrick libero’.

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“Naturalmente – scrive lo studente riferendosi alla mancata scarcerazione – le recenti decisioni sono deludenti e come al solito, senza alcun motivo comprensibile. Voglio mandare il mio amore a tutti i miei compagni di classe e amici di Bologna. Mi manca molto la mia casa, le strade e l’università lì. Speravo di trascorrere le vacanze con la mia famiglia ma questo non succederà per la seconda volta a causa della mia detenzione”.

La famiglia e gli amici di Patrick esprimono su Facebook la loro “grave preoccupazione per la salute mentale e fisica di Patrick. Chiediamo il suo immediato rilascio per l’assenza di legittime giustificazioni per la sua detenzione cautelare e per l’impatto sempre più negativo della sua prigionia su di lui”.

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