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Le lettere alle ammiratrici del killer di Parkland: "se avrò figli darò loro nomi di armi"

Nikolas Cruz, in attesa del processo per l'uccisione di 17 ragazzi del liceo Parkland nel febbraio del 2018, ha molte ammiratrici

Nikolas Cruz
Nikolas Cruz

globalist

9 Aprile 2019 - 16.47


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Nikolas Cruz, il 20enne autore della strage di Parkland negli Stati Uniti, a quanto pare in carcere è bombardato di lettere di ammiratrici, cui il killer di 17 ragazzi risponde via mail dal computer della prigione della Florida dove è rinchiuso in attesa del processo che potrebbe concludersi con la sua condanna a morte. 
“Voglio veramente dei figli, ci penso sempre, e spero che tu abbia lo stesso desiderio di avere una famiglia e dei bambini” è quanto si legge in una di queste mail che il quotidiano Sun Sentinel ha ottenuto dall’ufficio del procuratore di Boward. Nella stessa lettera si legge che Cruz, come nomi per i suoi eventuali figli, ha pensato a nomi di armi come Kalashnikov, Makarov e Remington.
Cruz – che non parla mai del suo crimine dicendo che sarebbe “una cattiva idea” – mostra una certa instabilità, alternando espressioni di una surreale speranza per un futuro normale e la rassegnazione per la possibilità di una condanna a morte.
“Vorrei che la vita per me fosse diversa ma non lo è, ed una parte di me desidera che finisca con la morte, lasciando qualcuno che mi faccia un’iniezione per un sonno eterno” ha scritto Cruz che ha alle spalle una storia di disturbi psichici ed ha un quoziente intellettivo dichiarato “inferiore alla media”. Ed è su questo che intende insistere il suo difensore al prossimo processo per evitargli la condanna a morte.
“È incostituzionale negli Stati Uniti mandare a morte una persona disabile mentale”, ha detto al Sun Sentinel, Robert Dunham, direttore del Death Penalty Information Center.

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