Nessuna prova di brogli: il giudice rigetta il ricorso di Trump in Pennsylvania

La campagna dell'estremista di destra aveva chiesto di sospendere la certificazione del voto. Ma lo xenofobo non si arrende e annuncia altri ricorsi

Sostenitori di Trump

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globalist 22 novembre 2020

Un altro schiaffo al miliardario xenofobo; un giudice federale della Pennsylvania ha rigettato l'azione legale della campagna elettorale di Donald Trump per sospendere la certificazione del voto nello Stato. 
Il giudice ha rilevato che non ci sono prove di brogli nelle accuse della campagna di Trump.



La bocciatura apre la strada alle autorità della Pennsylvania all'ufficializzazione dei risultati elettorali. Per Trump si tratta di un'ennesima sconfitta, probabilmente quella di più alto profilo da quando Joe Biden ha vinto le elezioni con 6 milioni di voti in più rispetto al tycoon.



La decisione non sembra però fermare il presidente in carica. In una nota, la campagna di Trump afferma che è sua intenzione presentare appello alla corte del terzo circuito come mezzo per eventualmente arrivare alla Corte suprema.
 Il tweet: "I tribunali abbiano il coraggio di fare quello che va fatto" Lo sfogo del tycoon è arrivato nell'ennesimo tweet sui brogli elettorali. "Perché Joe Biden sta formando rapidamente" la sua amministrazione "quando i miei investigatori hanno trovato centinaia di migliaia di voti illegali sufficienti a capovolgere" il risultato "in almeno quattro Stati, e quindi a vincere le elezioni?", ha scritto. L'augurio di Trump è che i "legislatori e i tribunali abbiano il coraggio di fare quello che va fatto per mantenere l'integrità delle elezioni".
 Le voci di una candidatura per il 2024 Intanto, secondo fonti del Washington Post, Donald Trump potrebbe annunciare entro la fine dell'anno una sua candidatura per il 2024. Il presidente americano in carica avrebbe confidato ad alcuni dei suoi uomini di voler restare una "forza onnipresente" in politica e nei media.