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Un idiota 'trumpiano' urla "I can't breath": ma per protestare contro le mascherine

Guy Phillips, consigliere comunale repubblicano di Scottsdale, in Arizona, protestava contro il sindaco (anche lui repubblicano) che ne ha deciso l'uso per l'aumentare dei casi. Poi le scuse alla famiglia Floyd

Guy Phillips
Guy Phillips

globalist

25 Giugno 2020 - 17.21


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Un imbecile come gran parte dei sostenutori di Trump e come tutta quella – purtroppo larga – fetta della destra che è nemica della scienza, nemica del pianeta e nemica dell’uimanità.
Un consigliere comunale di Scottsdale, in Arizona, ha scandito dal palco “I can’t breath’, le ultime parole pronunciate da George Floyd diventate il simbolo del movimento di protesta contro la violenza della polizia e il razzismo, per protestare contro l’obbligo dell’uso della mascherina nei luoghi pubblici deciso dal sindaco, repubblicano, della città di fronte all’aumento dei casi nello stato.
E’ avvenuto ad un “anti-mask rally” al quale Guy Phillips ha partecipato con il volto coperto da una mascherina nera per fare la sua performance di cattivo gusto. Dopo aver infatti urlato “non riesco a respirare”, il repubblicano si è tolto la mascherina, tra gli applausi del pubblico, definendo “una follia” l’obbligo di indossarla come misura anti-Covid.

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Tra chi lo ascoltava c’erano persone con la bandiera della Confederazione che è diventata sempre più un simoblo della destra xenofoba e antiscientifica.
Il gesto sta sollevando proteste e critiche anche da parte dei leader repubblicani dello stato, con il governatore Doug Ducey che ha detto che definirlo “spregevole non è abbastanza”.

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“Le ultime parole di George Floyd non dovrebbero essere mai citate in questo modo – ha scritto su Twitter il governatore repubblicano – chiunque ridicolizzi l’omicidio di un altro essere umano non ha posto in una carica elettiva. Punto”.
Dopo l’alzata di scudi da parte anche del suo partito, sono arrivate, nel giro di poche ore, le scuse di Phillips alla famiglia Floyd: “Mi dispiace che la frase da me pronunciata sia la stessa che pronunciò Mr Floyd, non meritava quello che gli è successo ed io in nessun modo ho cercato di fare dello spirito dicendo che non respiravo con una mascherina. Per favore – ha concluso – accettate le mie più sincere scuse rivolte a chiunque si sia sentito offeso”.
Nel suo intervento al rally, Phillips, contestando non l’uso delle mascherine ma il fatto che il governo lo imponga, aveva fatto più di un riferimento polemico alle manifestazioni di proteste: “non si possono aprire i negozi, ma i rivoltosi e i saccheggiatori possono distruggerli – aveva detto – non si può andare in chiesa, ai funerali, assistere alla nascita di un figlio ma è ok andare per strada a protestare”.

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