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Semilibertà per i due manager della Thyssen, l'ira dei parenti delle vittime: "Ci incateneremo a Roma"

Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati per l'omicidio colposo dei sette operai morti nell'incendio dello stabilimento a Thyssen a Torino nel 2007, hanno ottenuto alcune concessioni

Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz
Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz

globalist

17 Giugno 2020 - 19.14


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Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due manager della Thyssen Krupp responsabili dell’incendio che nel 2007 uccise a Torino sette operai, hanno ottenuto la semilibertà: la notizia è stata ricevuta dalla procura generale di Torino.
Il provvedimento prevede che i condannati trascorrano in carcere la notte e che di giorno lavorino all’esterno. Sono contemplate anche agevolazioni in materia di socialità all’interno dell’istituto di pena. La semilibertà può essere concessa in presenza di tre requisiti: assenza del pericolo di commissione di reati della stessa indole (in questo caso si tratta di omicidio colposo), assenza del pericolo di fuga, assenza di recidiva. 
Ma i parenti delle vittime non ci stanno: “Ci incateneremo a Roma. Andremo a Essen. Qualcosa faremo. Devono dirci come è possibile questa cosa” dice Rosina Platì, mamma di una delle sette vittime. 

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“Stasera – prosegue la donna – volevamo festeggiare, ma in qualche modo sentivamo che sarebbe arrivata una notizia di questo genere. Adesso basta: ci devono spiegare cosa è successo”. “Hanno giocato troppo con noi – conclude – e non ci fidiamo più di nessuno”.

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Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssenkrupp sopravvissuto all’incendio si è detto basito per la decisione presa: “Devono ancora inventare un aggettivo per esprimere le sensazioni che sto provando ora. La notizia è inattesa quanto vergognosa”. 

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