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Il racconto di un pompiere di Madrid: "Chiamati per aprire le porte delle case di chi muore solo"

La Spagna affronta l'emergenza Coronavirus e molti malati non vengono ricoverati in ospedale

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globalist

6 Aprile 2020 - 12.21


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“Forse solo la guerra è simile a quello che stiamo vivendo”. Parla così Josè, un vigile del fuoco che lavora a Madrid. La Spagna è nel pieno dell’emergenza coronavirus, ha superato l’Italia per numero di contagi. Dall’inizio della crisi la sua quotidianità a lavoro è molto cambiata:  “Non ci sono più incidenti, non ci sono più infortuni, l′85% dei nostri interventi e’ per aprire le porte delle case dopo che le persone muoiono sole”. 

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La pandemia ha cambiato la città. Il racconto continua: “Ci sono persone che sono sole, non sono ricoverate in ospedale, chiamano al telefono e viene detto loro di rimanere a casa e non fanno il test. Finiscono per morire senza cure”, si lamenta Josè, che racconta che in un giorno solo hanno fatto 20 interventi legati a decessi per coronavirus. I pompieri vengono allertati dalle chiamate dei familiari preoccupati per la mancata risposta alle telefonate o dai vicini che lamentano il cattivo odore proveniente dall’appartamento. “Non c’e’ mai stata una crisi simile a questa”, conclude con amarezza.

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