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La preghiera del Papa: "Dio non lasciarci in balia della tempesta"

"Perché avete paura? Non avete ancora fede?". Papa Francesco è partito dall'interrogativo di Gesù ai discepoli.

Il Papa: 'Siamo tutti su una stessa barca, dobbiamo remare insieme'
Il Papa: 'Siamo tutti su una stessa barca, dobbiamo remare insieme'

globalist

27 Marzo 2020 - 17.49


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“Non siamo autosufficienti, da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia del momento straordinario di preghiera sul sagrato della basilica vaticana, in una piazza San Pietro vuota, ha esortato ciascuno di noi ad invitare Gesù “nelle barche delle nostre vite”.
“Consegniamogli le nostre paure, perchè Lui le vinca”, l’invito: “Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai. Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore”.
Secondo il Pontefice “In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi”, l’appello in tempi di coronavirus: “Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta, che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza”.
“Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. Papa Francesco è partito dall’interrogativo di Gesù ai discepoli spaventati dalla tempesta nel Lago di Tiberiade per concludere l’omelia della preghiera straordinaria per l’epidemia da coronavirus: “Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: ‘Voi non abbiate paura’. E noi, insieme a Pietro, ‘gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi'”.

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