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In Turingia l'estrema destra alleata con la Cdu. Merkel indignata: "L'elezione va revocata"

Proteste di piazza: "Rotti gli argini". Merkel prova a rimediare: "Un errore imperdonabile"

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6 Febbraio 2020 - 13.23


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Angela Merkel ha definito l’elezione del liberale Thomas Kemmerlich in Turingia “imperdonabile”. La cancelliera lo ha detto a Pretoria, affermando che il risultato – la nomina di un presidente con l’appoggio esterno dell’ultradestra di Afd – vada “revocato”. ”È stato un brutto giorno per la democrazia”, ha aggiunto.

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La Spd va all’attacco contro l’alleato di governo della Cdu dopo lo tsunami politico della Turingia, dove è stato eletto il nuovo governatore, liberale, con i voti determinanti dell’Afd, il partito dell’ultradestra. Parlando alle emittenti Rtl e Ntv, il leader socialdemocratico Norbert Walter-Borjans ha chiesto ai cristiano-democratici e ai liberali dell’Fdp “di togliere di mezzo il problema”. E’ inaccettabile, dice l’uomo che divide la guida dell’Spd insieme a Saskia Esken, “che Cdu ed Fpd facciano da piedistallo al fascismo”. Dopo il voto a sorpresa di ieri a Erfurt, dove alla terza votazione il candidato liberale Thomas Kemmerich ha visto convogliare su di sè “a sua insaputa” i voti dell’ultradestra – della cui corrente più nazionalista e controversa intorno al capogruppo Bjoern Hoecke la Turingia è la roccaforte – la Germania sta attraversando un terremoto politico di prima grandezza: i vertici nazionali di Cdu infatti sconfessano apertamente la scelta dei compagni di partito a Erfurt e manifestazioni che si sono registrate ieri sera in numerose città contro per quella che viene definita “una rottura degli argini” verso la destra estrema. Finora, infatti, ogni forma di collaborazione con l’Afd era stata nettamente esclusa da tutte le altre forze politiche. “Per la prima volta nella storia del Paese dal dopoguerra il presidente di un Land tedesco viene eletto con i voti dell’ultradestra”, commenta, tra i tanti, la Zeit.

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“Io so che la Cdu è consapevole che deve risolvere questo problema”, ha aggiunto Walter-Borjans, che ha fatto sapere di aver già parlato al telefono con la leader cristiano-democratica Annegret Kramp-Karrenbauer e con la stessa cancelliera Angela Merkel. La situazione attuale, ossia governo liberale con il sostegno ‘de facto’ dell’Afd, ”è fuori questione per ogni democratico”. I liberali erano appena rientrati nel Landtag della Turingia, con un risultato intorno al 5% ottenuto alle elezioni dello scorso ottobre. In diversi, nella Spd mettono apertamente in discussione la Grosse Koalition, se in Turingia non si farà marcia indietro. I socialdemocratici chiedono un vertice d’emergenza della coalizione a Berlino. “Non basta l’indignazione: ora Kramp-Karrenbauer deve dimostrare se riesce a imporsi oppure se è una regina senza nazione”, dice il segretario generale Lars Klingbeil. Una qualsiasi forma di cooperazione con Kemmerich “per noi non è assolutamente sostenibile”. 

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Intanto, appare nel caos anche l’Fdp, il cui leader Christian Lindner è oggi partito alla volta della Turingia per indurre – così scrive il Tagesspiegel – Kemmerich alle dimissioni. A quel punto uno scenario credibile potrebbe essere il ritorno anticipato alle urne, come chiesto ieri dalla stessa Cdu. Per ora il neogovernatore e la Cdu locale fanno barriera, pur giurando che non verranno mai fatti accordi con l’Afd. Tuttavia, Kemmerich non può contare su una maggioranza se rinuncia all’apporto dell’ultradestra di Hoecke. A Berlino e ad Erfurt sono tutti d’accordo su una cosa sola: è un puzzle difficilissimo da ricomporre.

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