Angela Merkel: "L'Europa è la nostra assicurazione sulla vita"

La cancelliera tedesca auspica che la Brexit risvegli l'Ue, che deve diventare "attrattiva, innovativa, creativa"

Merkel

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globalist 16 gennaio 2020

“Vedo l’Unione europea come la nostra assicurazione sulla vita. La Germania è troppo piccola per essere influente da sola, ed è per questo che dobbiamo sfruttare tutti i vantaggi del mercato unico”, parola di Angela Merkel. La cancelliera tedesca parte da questo presupposto nella lunga intervista che ha rilasciato al Financial Times quando mancano due settimane alla Brexit. Ed è proprio sull’addio della Gran Bretagna all’Unione europea che si sofferma: ”È un campanello d’allarme per l’Europa”, avverte. La paura della Cancelliera è che Londra, dopo il divorzio da Bruxelles, più che in un alleato della Germania, si trasformi in un concorrente. Nonostante questo Angela Merkel mantiene un certo ottimismo. E all’Europa chiede di reagire alla Brexit, di svegliarsi, mostrandosi “attrattiva, innovativa, creativa, un buon posto per la ricerca e l’istruzione. . .”, sotto questo aspetto, continua, “la concorrenza può quindi dare buoni frutti”.


Non c’è solo l’Ue nei pensieri di Angela Merkel: la Cancelliera fa riferimento alla Nato, alle Nazioni Unite. In passato, dice, questi enti erano “la fondamentale lezione che avevamo imparato dalla seconda guerra mondiale e dai decenni precedenti”. Il tempo è passato, i conflitti mondiali sono lontani e, quindi, quella lezione sembra perdere peso. Trump sostiene che alcune organizzazioni internazionali vadano riformate. Lei cosa pensa? “Non vi è alcun dubbio su nulla di tutto ciò” ma” “non metto in discussione la struttura multilaterale del mondo”.


Un lungo passaggio dell’intervista è dedicato ai rapporti tra la Germania e gli Stati Uniti dell’era Trump: che tra i due leader non corra buon sangue è noto, ma la Cancelliera si affretta a precisare che le tensioni recenti nelle relazioni tra i due stati - con l’economia tedesca che teme dazi sulle auto europee - abbiano “cause strutturali”. “C’è stato un cambiamento”, aggiunge, facendo riferimento al fatto che gli Usa non guardano all’Unione europea con gli stessi occhi del passato: “Già Obama, da presidente, parlava di ‘secolo asiatico’. Ciò significa anche che l’Europa non è più, per così dire, al centro del mondo”. Con o senza Trump, sostiene, la visione dell’Ue da parte degli Usa sarebbe stata la stessa.
Ma le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico rimangono “cruciali per me, in particolare per quanto riguarda le questioni fondamentali relative ai valori e agli interessi mondiali”. L’Europa, però, dovrebbe fare sviluppi nel settore militare perché, spiega la Cancelliera, potrebbero esserci regioni, alle quali la Nato guarda meno, dove “l’Europa deve - se necessario - essere preparata a intervenire”. Un esempio per tutti? “L’Africa”.


Ma la difesa non è il tema principale sullo scenario internazionale, o almeno non il solo. Berlino guardava con ansia alla ‘guerra dei dazi’ tra Washington e Pechino mentre gli Stati Uniti e la Cina. E ancora oggi la Cancelliera non si sente tranquilla: “L’Unione europea può subire la pressione delle tensioni commerciali tra America e Cina? Ciò può accadere, ma possiamo anche cercare di prevenirlo”.


Quanto al suo pensiero personale, sulla Cina “si fa poche illusioni”, spiega il Financial Times. 
Il mondo dell’economia e della finanza tedesco sono infastiditi tanto quanto i colleghi statunitensi da alcune pratiche di Pechino, definite “sleali”. Una volta considerata un partner strategico, la Cina è sempre più vista in Germania come una rivale. Ma Berlino non ha intenzione di seguire la scia americana per quanto riguarda i rapporti con Pechino. E non a caso. Il consiglio della Cancelliera è quello di non  “considerare la Cina come una minaccia per il fatto che ha successo economico”. Insomma, conclude: “L’isolamento totale della Cina non può essere la risposta”.