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Von der Leyen presidente della Commissione Ue, ma la maggioranza è risicata

La candidata alla Commissione Europea: "chi vorrà far crescere questa Europa troverà in me un'alleata"

Ursula Von der Leyen
Ursula Von der Leyen

globalist

16 Luglio 2019 - 08.53


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Con 383 voti Ursula von der Leyen è stata eletta presidente della Commissione Ue. Solo 9 i voti di scarto, una maggioranza molto risicata. I voti contrari sono stati 327, astenuti in 22 e una sola scheda nulla. La von der Leyen aveva aperto l’assemblea affermando: “Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”.

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A Strasburgo oggi si vota per l’elezione di Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue, e non si tratta di un voto scontato: lo sa lei stessa, tanto da iniziare il suo discorso dicendo che per lei “solamente una cosa è importante: l’Europa va rafforzata. Chi la vuole far fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”. 
La candidata ha poi parlato anche della Brexit, sostenendo di essere disposta “a garantire una ulteriore proroga al recesso nel caso in cui fosse necessario più tempo per motivi validi”. “In ogni caso il Regno Unito rimarrà il nostro alleato il nostro partner ed un paese amico”, ha aggiunto.
“Il Mediterraneo è diventato una delle frontiere più letali al mondo, in mare c’è l’obbligo di salvare le vite”. Così Ursula von der Leyen a Strasburgo, riscuotendo un applauso. “L’Ue ha bisogno di frontiere umane – ha aggiunto -, dobbiamo salvare le vite, ma anche dobbiamo ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti”.
“Proporrò un nuovo patto per la migrazione e l’asilo, incluso il rilancio della riforma di Dublino. Questo ci consentirà di tornare a una pienamente funzionale area Schengen, che è il più importante traino per la nostra prosperità, sicurezza e libertà”. Von der Leyen vuole inoltre “rafforzare l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera”, con un corpo di “10mila guardie Frontex “non entro il 2027 ma prima, al massimo entro il 2024”.

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