Salvini riesce a indignare Haftar: politiche razziste

E nega di essere responsabile della "tragedia" avvenuta nel centro di detenzione di migranti a Tajoura, in Libia.

Il Generale Haftar

Il Generale Haftar

globalist 4 luglio 2019

"Lanciamo un appello al mondo intero e all'Unione Europea a porre fine alla politiche razziste del ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini" che "in collaborazione con l'incostituzionale consiglio presidenziale" di Fayez al-Serraj sono "la ragione principale dell'accumulo di migranti nella regione occidentale della Libia". Lo ha affermato il generale Mohamed al-Manfour, comandante delle forze aeree dell'autoproclamato Esercito nazionale libico guidato dal generale Khalifa Haftar, in una nota inviata al portale d'informazione 'Libyan Address' all'indomani del raid contro il centro di detenzione di migranti a Tajoura.


Secondo al-Manfour, le politiche di Salvini hanno causato il "rimpatrio forzato di migranti in Libia", facendoli tornare "ancora una volta nelle mani degli stessi trafficanti di esseri umani da cui sono fuggiti" e ricollocandoli "tra carri armati e depositi di munizioni in quello che altro non è che una palese violazione delle regole basilari dei diritti umani e dei valori umani".


Per quanto invece riguarda la "piena responsabilità" della "tragedia" avvenuta nel centro di detenzione di migranti a Tajoura, in Libia, è della "incostituzionale consiglio presidenziale" guidato da Fayez al-Serraj, ha dichiarato il generale al-Manfour.


In una nota inviata al portale d'informazione 'Libyan Address', al-Manfour ha spiegato che le accuse contro l'Lna "non sono basate su alcuna prova" e ha accusato il consiglio presidenziale di aver concluso "accordi errati" che hanno provocato l' "accumulo di migranti illegali in rifugi non adatti agli esseri umani e gestiti da assassini, criminali e contrabbandieri". Il generale ha evidenziato che le forze di Haftar "non hanno mai preso di mira" il centro di detenzione di migranti a Tajoura.


"In aggiunta - prosegue la nota - l'incostituzionale consiglio presidenziale in generale ha la piena responsabilità penale, morale e politica per non aver adottato alcuna misura per garantire la sicurezza dei migranti sotto la sua giurisdizione, sia nel centro colpito che negli altri centri gestiti dalle milizie, utilizzandoli come siti di stoccaggio di armi e munizioni".