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Anche la Croce Rossa finisce negli scandali sessuali: 21 casi in tre anni

Il direttore del Comitato internazionale, Yves Daccord, ha ammesso oggi che i casi sono venuti alla luce sulla base di una inchiesta interna

Operatori della Croce Rossa
Operatori della Croce Rossa

globalist

24 Febbraio 2018 - 16.43


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Si dice: non sparare sulla Croce Rossa. Però ci sono notizie che ti fanno dubitare su questo modo di dire. Come accade oggi, con il Comitato Internazionale della Croce rossa che, sulla spinta dello scandalo che clamorosamente sta colpendo delle ong (come Oxfam) per scandali sessuali, ha rivelato che, negli ultimi tre anni, 21 membri del personale hanno lasciato i loro posti di lavoro per ”cattiva condotta sessuale”. Che, tradotto dall’ufficialità del linguaggio, significa che i 21 dipendenti o operatori avevano pagato servizi di natura sessuale.
“Dal 2015 abbiamo identificato 21 membri dello staff che sono stati licenziati per aver pagato prestazioni sessuali o che si sono dimessi durante un’inchiesta interna. Altri due sospettati di comportamenti sessuali inappropriati non hanno avuto il rinnovo del loro contratto”.
Un annuncio che deve essere costato molto al direttore generale del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), Yves Daccord, che ha parlato di “giornata difficile, ma importante”, dicendosi “profondamente rattristato nel riportare questi numeri”.
E’ stato lo stesso Daccord a ordinare un’inchiesta interna.
Solo una domanda: se i primi casi risalgono al 2015, perché solo oggi è venuta questa ammissione?

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