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Petizioni evitano la condanna a morte per l'alce bianco Ferdinand

La polizia ne aveva deciso la soppressione dopo che aveva aggredito una donna in una foresta. Il video che lo ritrae vicino ad un fiume ha avuto decine di visualizzazioni

Ferdinand l'alce bianco
Ferdinand l'alce bianco

Diego Minuti Modifica articolo

15 Novembre 2017 - 13.45


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C’è voluta una mobilitazione popolare, ma alla fine Ferdinand è stato risparmiato, nonostante il caratteraccio. E sì, perchè se sei un alce che pesa alcune centinaia di chilogrammi e sei facile ad arrabbiarti, è normale che qualcuno pensi che, per tutelare la salute pubblica, forse è meglio che tu sia soppresso. Ma Ferdinand tutto sommato è fortunato perché ha una caratteristica che ne ha fatto la star della rete: è bianco, dalle zampe alle corna, persino alla barbetta che gli pende dalla gola.
La storia è semplice, come lo può essere nel grande nord della Svezia. Ferdinand, da quando è stato ripreso in un video nella foresta della contea di Värmland, nella Svezia centrale, è diventato una celebrità internazionale. Il video, che lo segue mentre, placidamente, cammina seguendo il corso di un fiume o attraversa una strada, ha avuto milioni e milioni di visualizzazioni.
Ma, come detto, Ferdinand non è un placido ruminante, perché nei primi giorni di novembre, non perdonandole l’invasione di quello che per lui è il suo territorio, ha aggredito una donna che correva insieme ai suoi due cani in una foresta, ferendola in modo lieve. E non sarebbe stato il solo episodio con l’alce bianco protagonista di aggressioni o di qualcosa di simile.
Ma, sia pure nella sua fortuna, Ferdinand è stato fregato da quello che lo rende raro, il candore del suo manto. Nel senso che se ad aggredire la donna fosse stato un ”alce d’ordinanza”, vallo a identificare tra le centinaia di girano indisturbati per le foreste della Svezia. Lui, no. Non solo è bianco, ma non riesce a frenarsi quando qualcuno lo disturba o almeno lui ritiene che lo si voglia disturbare.
La polizia ha quindi deciso che Ferdinand doveva essere fermato, necessariamente con le cattive trattandosi di un animale che ha sempre vissuto libero e felice e che non poteva essere trasferito o portato dentro un recinto.
Ma è bastato che la notizia trapelasse che due petizioni fossero lanciate per chiedere la sospensione dell’ordine di abbatterlo: è solo un animale che ha pensato d’essere in pericolo, hanno detto in molti. Nel giro di poche ore, in 35 mila hanno chiesto che Ferdinand, l’alce bianco come la neve, ma aggressivo, restasse vivo.
La polizia, forse sulla spinta della protesta popolare e considerato che l’alce non ha avuto ”comportamenti pericolosi negli ultimi sette giorni”, ha revocato la condanna a morte dell’animale.
Il più soddisfatto di tutti è forse Hans Nilsson, consigliere municipale di Eda, una piccola città vicino al confine norvegese, ma soprattutto l’autore del video che ha fatto di Ferdinand (chissà chi lo ha battezzato così) una star planetaria, con “oltre 100 milioni di condivisioni”, dice.
Ma la improvvisa notorietà di Ferdinand non è molto gradita agli abitanti di Gunnerskog. I residenti protestano: troppi curiosi e fotografi invadono le nostre strade, persino i nostri giardini dove parcheggiano i loro fuoristrada come se fossero piazzole.
Ferdinand non è un esemplare raro, perchè in Svezia ci sarebbero un centinaio di alci bianchi che, contrariamente a quanti in molti pensano, non sono albini. Il loro colore è dovuta ad una mutazione genetica, il leucismo, che provoca un deficit di cellule del pigmento, come nella tigre bianca.

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