Le manifestazioni degli indipendentisti catalani si sono moltiplicate in tutta la città di Barcellona, con la partecipazione di molti giovani, sotto quella che i quotidiani vicini alle posizioni intransigenti del governo di Madrid definiscono la meticolosa regia dell’Assemblea Nazionale Catalana e da Òmnium Cultura, associazioni che stanno sostenendo apertamente il referendum.
Decine di studenti da alcuni giorni sono stati accampati, utilizzando delle tende, davanti al palazzo della Corte Superiore della Catalogna, in attesa del provvedimento che ha poi disposto la scarcerazione dei 14 funzionari della Generalitat arrestati dalla Guardia Civil perché, secondo l’accusa formulata contro di loro, contrariamente alle dsposizioni del governo centrale. stavano collaborando all’organizzazione della consultazione popolare prevista per il primo ottobre.
L’atmosfera che si respira a Barcellona è condizionata anche dall’atteggiamento che la stampa non catalana sta avendo nei confronti del referendum. Tanto che uno degli slogan scanditi con maggiore frequenza e foga dalla centinaia di persone che si danno il cambio o in piazza è ””stampa spagnola manipolatrice” laddove per ”stampa spagnola” si definiscono i giornali che non condividono l’idea indipendentista e quindi il referendum.
Le adesioni del mondo studentesco si stanno confermando e a guidare i più giovani nella protesta contro il governo centrale sono diverse associazioni come il Jerc (Juventudes de Esquerra Republicana), il Seps (Union of Students of the Catalan Countries) e Arran, il movimento giovanile legato alla Candidatura di unità popolare, che la scorsa estate s’è reso protagonista di manifestazioni anche violente contro il numro troppo alto di turisti.
Gli slogan scanditi sono uguali ovunque: ”Voteremo”, “I catalani fanno le cose” (imitando la stessa frase applicata agli spagnoli del presidente del governo, Mariano Rajoy) o “Le strade saranno sempre nostre”.
In Catalogna i giovani indipendentisti conquistano le piazze
Le associazioni studentesche appoggiano il referendum e si scagliano contro la stampa vicina al governo di Madrid.
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23 Settembre 2017 - 09.38
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