Violenza e fame: nessuna pietà per i Rohingya
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Violenza e fame: nessuna pietà per i Rohingya

Negli ultimi dieci giorni più di 123 mila Rohingya sono fuggiti dalle violenze in Birmania cercando rifugio nel Bangladesh

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5 Settembre 2017 - 20.26


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I numeri della tragedia sono incredibili: sono più di 123mila i Rohingya che dal 25 agosto sono fuggiti in Bangladesh per cercare scampo dalle violenze in cui in Birmania sono morte 400 persone.
Settantamila erano già fuggiti nell’ottobre scorso, quindi sono ormai quasi 200mila quelli che in meno di un anno si sono rifugiati oltreconfine.
Il dato è stato rilevato dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) a Dacca, mentre l’Onu ha parlato di possibile pulizia etnica verso la minoranza, tra le più discriminate al mondo.
I Rohingya sono apolidi, perché la Birmania a maggioranza buddista nega loro la cittadinanza, e quindi non godono dei diritti di base come istruzione o voto. La pressione internazionale sul governo cresce, così come sulla leader de facto Aung San Suu Kyi perché condanni le violenze. La Aung San Suu Kyi tace.

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